DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
Promesse di potenziamento? Belle parole, ma la realtà è ben diversa. All’ospedale SS. Trinità di Sora si profila un altro ridimensionamento dei servizi, che colpisce ancora una volta i reparti essenziali.
Medicina Transfusionale ridotta ai minimi termini
Non ci sono più dubbi: il servizio di Medicina Transfusionale subirà una drastica riduzione. Il direttore dell’unità operativa complessa, la dottoressa Carla Gargiulo, ha comunicato ufficialmente ai vertici dell’ASL – la manager Sabrina Pulvirenti, il direttore sanitario Luca Casertano e il direttore sanitario ad interim dell’ospedale Mario Fabi – la necessità di riorganizzare il servizio.
Il motivo? La solita, imbarazzante carenza di personale. E così, mentre la Regione parla di migliaia di nuove assunzioni, i cittadini di Sora si ritrovano con un servizio transfusionale attivo solo tre giorni a settimana: lunedì, mercoledì e sabato.
Medicina: rischio chiusura di venti posti letto
Non solo trasfusioni. Anche il reparto di Medicina interna è in bilico. Secondo fonti attendibili, la carenza di personale è tale da mettere a rischio almeno venti posti letto, che potrebbero essere chiusi, almeno temporaneamente. Ma per quanto tempo? E con quali conseguenze per i pazienti?
Avanzano i privati
Mentre la sanità pubblica si ritira, lo spazio lasciato vuoto viene prontamente occupato dal settore privato: cooperative, cliniche e laboratori esterni pronti a offrire servizi a pagamento, laddove il pubblico non arriva più.
La domanda è inevitabile: è davvero questa la sanità che vogliamo? Una sanità che, anziché rafforzarsi, continua a perdere pezzi, lasciando i cittadini sempre più soli di fronte ai loro bisogni di salute?
La situazione è chiara. Ora resta da vedere se, oltre alle promesse, arriveranno anche i fatti.
