Congresso PD Frosinone: il tesseramento resta un nodo irrisolto

Francesco De Angelis (2)

Il Congresso provinciale del Partito Democratico di Frosinone continua a essere al centro di polemiche e ricorsi. Nella serata di ieri, la Commissione di Garanzia del PD Lazio, presieduta da Alberto Tanzilli, ha deliberato sulla questione del tesseramento 2024, stabilendo che le iscrizioni sono valide ma non ai fini del voto congressuale. Una decisione che ha raccolto cinque voti favorevoli, un contrario e l’uscita di due membri prima della votazione.

Migliorelli ricorre alla Commissione nazionale

Non si è fatta attendere la reazione del coordinamento di Achille Migliorelli, candidato alla segreteria provinciale, che ha subito annunciato ricorso. Nella mattinata di ieri, infatti, il ricorso è stato inoltrato alla Commissione nazionale di Garanzia, presieduta da Stefania Gasparini.

A questo punto, la spaccatura tra gli schieramenti si acuisce ulteriormente. Da una parte, il gruppo che sostiene Migliorelli, con il supporto di Area Dem di Francesco De Angelis, insieme al collettivo “Parte di Noi,” rappresentato da Nazareno Pilozzi e Danilo Grossi. Dall’altra, Rete Democratica di Sara Battisti e Base Riformista di Antonio Pompeo, che appoggiano il segretario uscente Luca Fantini.

Botta e risposta tra gli schieramenti

Il coordinamento di Migliorelli ha definito la decisione della Commissione di Garanzia “assurda e incomprensibile”, sottolineando che non si può considerare regolare un’iscrizione e al tempo stesso negare il diritto di voto. “È evidente – sostengono – che l’unico obiettivo sia quello di impedire il congresso perché temono di perderlo”.

Dura la replica del fronte opposto, che sostiene Fantini: “Riteniamo irricevibile il tono e i contenuti della mozione di Migliorelli. Sono loro ad aver bloccato il congresso con un atto unilaterale, sovvertendo le regole stabilite dalla direzione regionale”.

Cosa succederà ora?

Con il ricorso ora nelle mani della Commissione nazionale, la situazione resta in bilico. La decisione finale potrebbe rimettere in discussione l’intero percorso congressuale o confermare le disposizioni della Commissione regionale. In ogni caso, lo scontro interno al PD provinciale appare sempre più acceso, con un Congresso che, almeno per il momento, rimane sospeso tra tensioni e incertezze.

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