Blue Monday, oggi è il giorno più triste dell’anno: le origini della sindrome, gli stati d’animo e cosa fare per stare meglio

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«Cade sempre di lunedì, il terzo del mese di gennaio: la giornata dopo il weekend è sempre la più faticosa» dice la psicoterapeuta Elisa Stefanati. Il Blue Monday, che quest’anno cade il 20 gennaio, è “Il giorno più triste dell’anno”. In fondo lo sappiamo – e lo sentiamo anche – gennaio è un mese difficile per la maggior parte di noi. Ricomincia il nuovo anno, si riprende la quotidianità dopo le feste, fa freddo e le giornate sono corte. Insomma, tutti elementi che influiscono sul nostro benessere. E no, non è leggenda. La scienza lo conferma: «Si chiama SAD, Sindrome Affective Disorder o disturbo affettivo stagionale».Blue Monday (lunedì blu, ndr.) è l’espressione utilizzata per descrivere il giorno più triste dell’anno. Il blu rappresenta il colore della nostalgia, della malinconia e della tristezza. La giornata nasce nel 2005 dall’idea dello psicologo Cliff Arnall che ha analizzato gli elementi che, messi in serie, influenzano il nostro stato d’animo. Tra questi: il meteo, le spese post Natale, la pressione dei buoni propositi e la routine lavorativa.

I sintomi

La psicoterapeuta Stefanati, in un’intervista a VanityFair, ha spiegato che il Blue Monday è accompagnato da una vera e propria sintomatologia:

  • sonnolenza eccessiva
  • posatezza e mancanza di energia
  • aumento dell’appetito
  • bassa concentrazione
  • cattivo umore
  • riposo disturbato

Come affrontare la giornata

«In questa giornata è consigliabile organizzare qualcosa che faccia stare bene» raccomanda la dottoressa Stefanati. Passare del tempo in compagnia tende ad alleggerire l’umore della giornata. Importante, inoltre, esporsi alla luce solare che aumenta i livelli di serotonina, l’ormone della felicità. Fare passeggiate o passare del tempo con i propri animali domestici.Un aiuto anche dall’alimentazione: «Scegliete alimenti ricchi di triptofano, amminoacido essenziale che viene rapidamente convertito in serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del buon umore. Possiamo parlare di veri e propri “cibi della felicità”. Dal tacchino, al salmone, le zuppe di cereali integrali, gli spinaci, il cioccolato fondente, soia, frutta secca, uova, tonno e parmigiano sono cibi da mettere nel piatto per ritrovare il buonumore». Da non dimenticare, infine, il ruolo dell’attività fisica che aiuta a migliorare la risposta allo stress e influenza positivamente le funzioni cognitive. (LEGGO)

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