Tre medici sono stati condannati per aver utilizzato le strutture pubbliche per eseguire interventi estetici: la truffa ai danni dello Stato è stata messa in atto nascondendo le operazioni dietro false diagnosi di tumore. La sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Messina ha alleggerito la pena per i dottori, a cui sono stati assegnati un anno e dieci mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e revoca delle pene accessorie, come riporta Today. Con la scusa di diagnosi di tumore (falsa) o la necessità di sostituire delle protesi mammarie i tre medici eseguivano operazioni di chirurgia estetica in strutture pubbliche anziché in cliniche private, scaricando quindi i costi sul sistema sanitario nazionale.Il caso è scoppiato nel 2016, quando gli imputati erano finiti agli arresti domiciliari. Inizialmente, la condanna per i professionisti era di 3 anni e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, ma in appello la pena è stata ridotta. Il caso ha causato scandalo, soprattutto per la facilità con cui è stato possibile effettuare interventi radicali, e spesso con esiti insoddisfacente, il che portava a una serie di operazioni successive atte a “sistemare” il problema.
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Truffa in ospedale, diagnosticano falsi tumori per ritoccare il seno a spese dello Stato
