La Russia ammette per la prima volta ”uno dei maggiori complotti nella storia dello sport: un’operazione di doping vasta sugli atleti russi”, che non ha riguardato solo le Olimpiadi invernali di Sochi nel 2015 ma anche altre occasioni. Lo riporta il New York Times citando interviste con funzionari russi che, comunque, respingono l’idea che il programma di doping fosse sponsorizzato dallo Stato. “Dal mio punto di vista, in quanto ex ministro dello Sport ed ex presidente del comitato olimpico, abbiamo fatto tanti errori”: la Russia ammette responsabilità sul doping, e nel lungo articolo del New York Times anche Vitaly Smirnov non si nasconde. L’ex ministro è stato chiamato dal presidente russo Vladimir Putin a riformare il sistema antidoping in Russia. Secondo il quotidiano statunitense l’attuale direttrice ad interim della Rusada, l’agenzia antidoping russa, Anna Antseliovich, ha ammesso l’esistenza di un ‘complotto istituzionale’ riguardante il doping attuato negli anni ribadendo che il governo non era assolutamente coinvolto. L’81enne Smirnov ha citato documentazioni mediche ottenute apparentemente dagli hacker russi che avevano mostrato come centinaia di atleti occidentali avessero ricevuto permessi medici speciali per assumere farmaci utilizzabili per ragioni terapeutiche legittime. Smirnov precisa che “alla Russia non sono mai state date le stesse opportunità garantite ad altri”.”Noi non neghiamo che ci sia stato uso di medicinali proibiti, confermiamo che c’è un certo numero di persone che hanno usato il doping, ma che ci sia un programma statale…”. Così Svetlana Zhurova, olimpionica di pattinaggio a Torino 2006, e oggi deputata alla Duma per il partito di governo Russia Unita a Ria Novosti. “Lo schema è: l’allenatore, lo sportivo e il dottore. E’ la loro decisione personale e non c’è certamente nessun programma statale”, ha proseguito. “Non so che programma possa esserci. Mi dovrebbero dire come lo si può integrare nel bilancio federale: se il programma è statale allora deve essere messo a bilancio e lo sport non ha un bilancio segreto”. “Ho studiato attentamente l’articolo e non ho affatto capito il legame fra il titolo e il suo contenuto: il titolo infatti non corrisponde affatto al contenuto e peserà sulla coscienza dell’autore”. Così il ministro dello Sport russo Pavel Kolobkov a R-Sport. “Voglio sottolineare che noi ci atteniamo alla nostra posizione e sull’assenza del sostegno statale al doping in Russia; la Russia ha preso e prende tutte le misure per lottare contro il doping”. Kolobkov ha poi sottolineato che la direttrice ad interim della Rusada Anna Antseliovich “non è un funzionario pubblico e la Rusada non è un ente statale”.
Foto e fonte Ansa
