Nell’ennesima settimana di passione per i pendolari della linea ferroviaria Roma-Cassino, riaprire la discussione sull’aeroporto di Frosinone appare del tutto privo di senso, se non addirittura masochistico. “C’è un enorme problema di mobilità nella nostra provincia, ma non possiamo affrontarlo partendo sempre dal punto sbagliato, in direzione opposta rispetto alla modernità, alla sicurezza e alla sostenibilità”, esordisce Umberto Zimarri, membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico.
“Non è più tempo di voli pindarici, ma di efficace concretezza”, prosegue. “Le aree interne italiane stanno perdendo popolazione, soprattutto giovani. Le infrastrutture, sia fisiche che digitali, sono fondamentali per invertire questa tendenza, ma è necessario abbandonare visioni novecentesche e iniziare a ragionare sul futuro”.
È giusto sottolineare che la discussione sull’aeroporto è fuorviante per motivi economici, di sicurezza ma, soprattutto, ambientali.
Prima di tutto è bene ricordare che in passato è stata già creata una società con questo scopo, l’Adf Spa. Il risultato, però, è stato il più classico buco nell’ acqua, con la messa in liquidazione della stessa. I costi stimati dell’operazione? Quattro milioni di euro. Persi.
Un quadro economico chiaro sulla fattibilità emerge dal report di Aci Europe e Assaeroporti, consegnato alla Commissione Europea. Nel 2022, in Italia, quasi 200 milioni di passeggeri hanno utilizzato gli aeroporti, ma 152 milioni si sono concentrati nei 10 principali scali del Paese. Uno scalo non è economicamente sostenibile se non raggiunge almeno 500.000 passeggeri l’anno. “A meno di un’ora da Fiumicino, lo scalo con la crescita più rapida in Italia, è utopistico immaginare che Frosinone possa raggiungere questa soglia”. L’Enac, infatti, non ha nemmeno considerato Frosinone tra le opzioni plausibili per nuovi aeroporti.
Riguardo la sicurezza è bene ricordare che il sito proposto, il ‘Moscardini’, è circondato dai Monti Ernici e Lepini. Questo evidentemente comporterebbe problematiche significative legate alla sicurezza operativa.
Il problema principale rimane però l’impatto ambientale. Frosinone è già tra le città più inquinate d’Italia in termini di qualità dell’aria. “Inserire un aeroporto in questo contesto significherebbe aggravare ulteriormente la situazione e mettere a rischio la salute pubblica”. A ciò si aggiungono gli evidenti impatti sul consumo di suolo, i problemi realativi all’ elettrosmog e all’inquinamento acustico, che avrebbero conseguenze pesanti sulla qualità della vita e sul benessere dei cittadini”.
“Benissimo ha fatto il circolo di Legambiente del capoluogo a riassumere in un opuscolo tutti i motivi del no. Esiste un ambientalismo scientifico e razionale, basato su dati e ricerche, mentre l’unica ideologia evidente è quella di chi, ignorando la realtà, continua a illudersi e a illudere i cittadini”.
È ora di abbandonare una discussione anacronistica e dare priorità a interventi concreti e sostenibili per il miglioramento della mobilità e della qualità della vita nel nostro territorio.
Umberto Zimarri, Assemblea Nazionale Partito Democratico
COMUNICATO STAMPA
Umberto Zimarri, aeroporto di Frosinone: una discussione inutile
