Avvocata incinta al nono mese chiede il rinvio dell’udienza, la giudice glielo nega e condanna gli imputati

Federica Tartara, avvocata incinta al nono mese chiede il rinvio dell'udienza. La giudice glielo nega

Parto previsto tra tre settimane, per questo motivo Federica Tartaraavvocata genovese incinta al nono mese, aveva chiesto il rinvio di un’udienza che l’avrebbe portata in trasferta a Venezia motivandola con legittimmo impedimento. La giudice del Tribunale di Venezia, Ilaria Schirollo, gliel’ha negato. L’avvocata aveva prima denunciato l’accaduto in un post pubblicato su facebook, poi deciso di presentare un esposto al Consiglio superiore della magistratura. «Non vorrei scoprire di essere nella stessa sgradevole condizione delle donne licenziate o non assunte perché incinte», ha commentatto Tartara al Corriere della Sera.

«Oggi è successa una cosa che ritengo gravissima per la mia professione: avevo udienza penale a Venezia e avendo il parto previsto tra circa tre settimane ho chiesto il rinvio per legittimo impedimento cosi come prescritto espressamente dal nostro codice di procedura penale per le donne in gravidanza», si legge nel post. «Il giudice (donna) – continua Tartara – non me lo ha concesso obbligando il collega che avevo delegato a discutere un processo di cui non conosceva gli atti e condannando gli imputati. Se un giudice non è più sottoposto neppure al codice dove finiremo? Una donna avvocato non ha neppure il diritto di evitarsi una gravosa trasferta alla 36ma settimana di gravidanza?».Il rigetto dell’istanza di rinvio per legittimo impedimento da parte del giudice di Venezia nei confronti dell’avvocata Federica Tartara, incinta all’ottavo mese, è «immune da qualsiasi censura», e «del tutto motivato e conforme alla nota e consolidata giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione», secondo cui non trova applicazione «nel caso di impedimento già noto all’atto dell’accettazione dell’incarico», e assicura tutela «solo agli impedimenti che sopravvengono dopo la nomina e l’accettazione del mandato difensivo». Lo sostiene oggi in una nota il presidente del Tribunale lagunare, Salvatore Laganà, a proposito dell’esposto presentato dalla legale al Csm «e non trasmesso a questa Presidenza», sottolinea. (LEGGO)

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