Berlino, Fabrizia Di Lorenzo è morta, arriva la conferma

BERLINO

E’ morta Fabirizia Di Lorenzo, la ragazza italiana che risultava dispersa dopo la strage di Berlino del 20 dicembre. “L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia”, scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dopo la conferma della morte della giovane italiana a Berlino.”La notizia della identificazione di Fabrizia Di Lorenzo tra le vittime della strage di Berlino conferma i peggiori timori dei giorni scorsi. Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese”: lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio MattarellaAnis Amri, l’unico sospetto della strage che lunedì sera ha provocato almeno 12 morti e decine di feriti, al volante di un tir lanciato sulla folla, a due passi dalla Chiesa del Ricordo, “si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia”, ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. “Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia”, ha aggiunto. Anche l’Ap è riuscita a mettersi in contatto con un fratello di Anis Amri che gli ha lanciato un appello: “Lo invito a consegnarsi alla polizia”.Anis Amri è stato 4 anni in carcere in Italia ed era considerato una persona molto violenta. Dopo aver scontato la pena ha ricevuto un provvedimento di espulsione dal nostro paese. Provvedimento che, però, non è andato a buon fine perché le autorità tunisine non hanno effettuato la procedura di riconoscimento nei tempi previsti dalla legge. Lo si apprende da fonti investigative secondo le quali l’uomo ha successivamente lasciato l’Italia per la Germania.Secondo fonti di polizia, citate dalla stampa tedesca e britannica, Anis., i cui documenti sono stati ritrovati sul tir della morte, si è impadronito del camion dopo una colluttazione con l’autista polacco del mezzo, Lukasz Urban, 37 anni, morto da eroe tentando di neutralizzare invano il killer. Anis, secondo la Sueddeutsche Zeitung, era arrivato in Italia nel 2012 ed ha poi raggiunto la Germania nel 2015. E’ stato quindi “fermato dalla polizia ad agosto con un falso documento d’identità italiano a Friedrichshafen”, località sul lago di Costanza, al confine con la Svizzera. In quel momento risultava registrato in un centro per richiedenti asilo a Emmerich sul Reno, nell’area di Kleve, al confine con l’Olanda, ma poi il domicilio era stato cancellato dalle autorità. Il giovane, recentemente radicalizzato, avrebbe utilizzato “almeno 12 nomi falsi” tra cui anche “un nome egiziano”, secondo la tv N24.Il tunisino, sospettato di essere l’autore dell’attacco al mercatino di Natale a Berlino, è da considerarsi “armato e pericoloso”. E’ quanto si sottolinea nel mandato di cattura dell’uomo che ha usato almeno “sei diversi nomi e tre diverse nazionalità”. L’uomo era stato indagato dalle autorità del Nordreno-vestfalia per il sospetto di preparare un grave reato contro lo Stato: lo ha detto il ministro dell’Interno del Land Ralf Jaeger, in una conferenza a Duesseldorf. Inoltre il Anis “era stato rinchiuso per due giorni nel carcere di Ravensburg” dopo che “il 30 luglio era stato fermato a Friedrichshafen per un controllo”: lo riporta lo Spiegel online sottolineando che “due giorni dopo era stato però rilasciato”.E la Germania offre fino a 100.000 euro di taglia a chiunque fornisca informazioni che portino all’arresto del sospettato dell’attacco al mercatino di Natale a Berlino.La ricostruzione dei tragici minuti della strage si fa man mano più chiara: l’autista polacco trovato morto all’interno del tir ha cercato fino all’ultimo di fermare l’attentatore. E il terrorista è tuttora in fuga. Il camion ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo.

 

Foto e fonte Ansa

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