È il 21 febbraio del 1951 quando, in un parco della California, un bambino di appena sei anni sparisce misteriosamente mentre giocava con il fratellino. Decenni e decenni più tardi quel bambino è diventato un uomo di settantanove anni ed è stato ritrovato grazie a dei test genetici online.
Settantatré anni fa il portoricano Luis Armando Albino giocava con il fratellino in un parco nel West Oakland quando una donna lo notò e gli si avvicinò per offrirgli delle caramelle. Da quel momento Luis non ha più rivisto i suoi genitori: la donna l’ha imbarcato su un aereo portandolo sulla costa orientale. Le ricerche del bambino non si sono fermate per anni, le autorità hanno seguito diverse piste e la famiglia ha continuato ad affiggere manifesti nella speranza di ritrovarlo.
La mamma biologica di Luis morì nel 2005, ma non ha mai perso la speranza che il figlio fosse vivo. Le ricerche non portarono a nulla e del piccolo Luis sparì ogni traccia, fino al 2024. In questi decenni Luis è diventato un adulto, è stato cresciuto da un’altra famiglia che l’ha trattato come un figlio. È diventato padre e poi nonno, un pompiere in pensione e veterano del corpo dei Marines che ha prestato servizio in Vietnam, come afferma sua nipote, Alida Alequin, 63 anni che ha trovato Albino e lo ha riunito con la sua famiglia californiana a giugno.
Gli sforzi di Alequin sono stati fondamentali ed è stata ripagata dall’affetto del ritrovato zio: «Mi abbracciò e disse ‘grazie per avermi trovato’ e mi diede un bacio sulla guancia», ha affermato la nipote.
Il ritrovamento
Alequin ha pensato per la prima volta che suo zio potesse essere ancora vivo nel 2020 quando, come molti americani ha fatto un test del DNA online “solo per divertimento”.
L’esito ha mostrato una corrispondenza del 22% con l’uomo che alla fine si è rivelato essere suo zio. Essendo a conoscenza della sparizione di Luis, all’inizio di quest’anno lei e le sue figlie hanno ricominciato a cercare.
Durante una visita alla biblioteca pubblica di Oakland, ha letto degli articoli del Tribune, tra cui uno che aveva una foto di Luis e Roger, che l’ha convinta che era sulla strada giusta. Ha deciso di andare dalla polizia di Oakland il giorno stesso. Le indagini hanno seguito la pista tracciata dal test online portando al ritrovamento del bambino scomparso più di settant’anni fa.
Il test online del Dna
La quantità di persone nel mondo che ogni anno si affida ai test online del dna è in crescita e l’80% degli utenti sceglie di condividere i propri dati con partner terzi dell’azienda su cui comprano il kit. I rischi legati a questo trend sono tanti, ma negli Stati Uniti si tratta di un fenomeno estremamente diffuso.
La registrazione dei dna attraverso questo metodo fornisce una banca dati infinita in cui sono registrate migliaia e migliaia di persone. Sebbene non si tratti di una pratica molto sicura la sicurezza può trarne benefici arrestando, com’è già accaduto, ladri ed assassini ma anche, in questo caso, riuscendo a riunire una famiglia separata settantatré anni fa. (LEGGO)
