Per il terzo anno di seguito i ceccanesi hanno visto un aumento della Tari, con un incremento del 7% rispetto al precedente. Eppure, proprio poche settimane fa è stato comunicato dall’amministrazione comunale che al comune di Ceccano è stata riconosciuta la cifra di 450.000 euro (oltre IVA), a titolo di ristorni e ricalcoli per i corrispettivi in materia di gestione dei rifiuti dovuti all’Ente, inserita in contabilità a titolo di “ricavi pregressi nettezza urbana”. Questa somma è stata riconosciuta – anche se risultano in essere ed in corso di definizione le attività istruttorie finalizzate alla verifica finale di conformità e chiusura del predetto affidamento contrattuale al fine di certificare l’avvenuto rispetto delle caratteristiche tecniche, economiche e qualitative delle prestazioni, nonché degli obiettivi e dei tempi, in conformità delle previsioni e pattuizioni contrattuali – dalla ditta che gestisce attualmente il servizio rifiuti in seguito alle verifiche effettuate in contraddittorio con la stessa società che ha gestito in appalto il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con il sistema del “porta a porta”, nonché dei servizi di igiene urbana e connessi e del centro di raccolta comunale, per il periodo temporale 2018/2022, e successiva proroga sino al 30 giugno 2024. Questa cifra, però, non servirà a ridurre la tassa dei rifiuti e nemmeno a mantenerla invariata bensì andrà a coprire buchi di bilancio causati dall’inadeguatezza amministrativa di chi governa la città ormai da 10 anni. Tale somma è il frutto di ricavi della vendita dei rifiuti da parte della società che gestiva (e gestisce…) la raccolta dei rifiuti differenziati nel comune di Ceccano oppure è una sorta di risarcimento per i servizi previsti nel contratto precedente e mai garantiti (cestini, isole ecologiche, pulizia delle strade, etc.) alla città? E se è una somma derivante dalla vendita dei rifiuti differenziati, come è stato calcolato il dovuto alle casse comunali? Infine, la ditta vincitrice aveva tutte le caratteristiche per poter partecipare alla gara non avendo definito (nemmeno adesso) l’avvenuto rispetto delle caratteristiche tecniche, economiche e qualitative delle prestazioni, nonché degli obiettivi e dei tempi, in conformità delle previsioni e pattuizioni contrattuali per il servizio svolto negli anni passati, oppure magari c’è stata qualche “deroga” o cavillo contrattuale che è sfuggito ai ceccanesi? Paradossale che la somma deve intendersi non esigibile allo stato attuale e sarà corrisposta con modalità dilazionata da convenirsi contestualmente alla conclusione degli accertamenti condotti ad opera del tavolo tecnico istituito a tal fine: sapremo mai la somma esatta che verrà incassata dal Comune di Ceccano? Se è questa la situazione, perché 450.000 euro sono già stati iscritti in contabilità nel bilancio? Infatti, se questa cifra è pari a meno della metà rispetto a quanto preventivato da versare al Comune grazie agli introiti della vendita dei rifiuti differenziati, almeno questi ricavi potevano e dovevano servire a calmierare la tassa che i cittadini pagano per avere il servizio di raccolta differenziata, quella Tari che, al contrario, è stata aumentata ancora una volta da parte del Comune! Inoltre, tutto questo avviene a fronte di una riduzione della percentuale di raccolta differenziata scesa ai livelli del 2012, secondo i dati diffusi dall’ISPRA. Le cause di questa tendenza negativa sono da rintracciarsi prima di tutto in un sistema di raccolta che non tiene insieme qualità e prevenzione dei rifiuti avviati a smaltimento. Peraltro, qualche segnale negativo sulla gestione dei rifiuti nella nostra città si era visto già dal fatto di non aver capito che riducendo di un giorno la raccolta differenziata (il sabato) non si sarebbe favorito il conferimento dei rifiuti ma soltanto la ditta ,che avrebbe avuto meno costi di gestione. Problematiche che abbiamo messo in evidenza già alcuni mesi fa nel corso di una iniziativa che Ceccano2030 ha dedicato alla questione e che ha portato all’elaborazione di un punto programmatico reso pubblico dal collettivo ma che è stato ignorato da chi avrebbe responsabilità amministrative in merito. Difatti, per ribaltare immediatamente l’andamento della raccolta differenziata a Ceccano bisognerebbe reintrodurre i cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle strade cittadine (oggi praticamente assenti); introdurre il bidone per gli sfalci e le potature in tutti i quartieri della città; risolvere le criticità di funzionamento dell’Ecocentro, ampliando gli orari di accesso attualmente assolutamente non sufficienti rispetto alle esigenze dei cittadini e per le difficoltà di accesso allo stesso; migliorare la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) come fulcro per una corretta gestione all’origine dei rifiuti; predisporre punti di raccolta di pile esauste, farmaci scaduti o inutilizzati, prodotti tossici e infiammabili, oli alimentari domestici e di oli esausti diffusi sul territorio, pure adottando una raccolta specifica dei rifiuti tessili; raccogliere di materiali elettrici ed elettronici non più utilizzati (Raee) con appositi bidoni; introdurre secchi per la raccolta di deiezioni canine e rifiuti speciali diffusi sul territorio; ridurre progressivamente l’utilizzo della plastica sul territorio comunale (pure grazie all’introduzione di incentivi per l’installazione di filtri domestici e per le attività commerciali per l’acqua e per la loro sostituzione periodica, da affiancare ad analisi periodiche che aiuteranno a diminuire l’utilizzo di acqua in bottiglie di plastica); introdurre incentivi o sgravi fiscali per le attività commerciali che devolvono le proprie eccedenze alimentari ai fini di solidarietà sociale; predisporre periodicamente delle isole ecologiche itineranti dove si possono conferire gratuitamente i rifiuti ingombranti; promuovere impianti di compostaggio domestico e costituire un centro del riuso; realizzare una seria campagna informativa sulla corretta differenziazione dei rifiuti (alla luce anche delle nuove normative europee sugli imballaggi dei prodotti, sia per i singoli cittadini che per le attività commerciali) accompagnata da un servizio di assistenza per la corretta differenziazione e conferimento dei rifiuti. E, finalmente, cominciare ad attuare un porta a porta spinto combinato con l’implementazione della tariffa puntuale, applicando il principio che paga di più chi inquina di più con la tariffazione puntuale (di cui l’amministrazione ha al massimo chiesto preventivi e consulenze ancora chiuse in qualche cassetto, per una spesa di circa 40mila euro). Mentre l’amministrazione comunale aumenta le tasse ai ceccanesi, da anni, ormai, manca la minima trasparenza sulla quantità di ogni tipo di rifiuto differenziato, su chi e quanti sono gli acquirenti dei rifiuti da riciclare, in che siti tali prodotti vengono portati, a che fine sono destinati i rifiuti riciclati e a quanto ammonta il ricavato per tale ciclo dei rifiuti – in un Comune dove pare addirittura che non si ricicli nemmeno una bottiglia di plastica visto che da anni non vengono comunicati i dati della raccolta della plastica – a conferma della mancanza di trasparenza di chi governa la città e delle loro gravi incapacità amministrative. Come Ceccano2030 riteniamo che la gestione dei rifiuti sia strategica per la costruzione di un altro futuro possibile per la nostra città, cosa tutta l’amministrazione non capisce: hanno fallito, la realtà lo dimostra! Un comune “libero” dai rifiuti, è questa l’idea della città che abbiamo e che vogliamo progettare insieme ai ceccanesi, dando vita a una proposta seria, concreta ed efficace per un’altra città possibile, quella che i cittadini vogliono vivere nel futuro: il tempo per dare vita a un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Ceccano comincia adesso!
Collettivo Ceccano 2030
