Tangenti,arrestato il presidente della Rete Ferroviaria italiana

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Come in un incastro di scatole cinesi la Squadra Mobile di Palermo scopre una rete di tangenti attorno a un appalto da 26 milioni di euro per ammodernare la comunicazione della Forestale, la cosiddetta «Dorsale digitale», ma indagando su un imprenditore agrigentino scovato con un “libro mastro”, trova tracce di altre mazzette. Elargite per un progetto finalizzato a piazzare dei sensori capaci di seguire la corsa dei treni. Di qui l’arresto eccellente (ai domiciliari) del numero uno di Rfi, la Rete ferroviaria italiana, l’ingegnere Dario Lo Bosco, un docente universitario considerato volto nuovo di una Sicilia con professionisti molto vicini a quell’area dell’antimafia da qualche tempo sfregiata da inchieste che svelano invece grandi imposture.

Mazzette e sensori

L’inchiesta della Procura di Palermo, coordinata dal procuratore Franco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia, coinvolge anche due dirigenti del Corpo forestale, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi, entrambi arrestati e indagati per concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. L’appalto è quello approntato per i lavori di ammodernamento delle radiocomunicazioni fra le torrette di avvistamento della Forestale. Marranca avrebbe ricevuto una mazzetta di 149.500 euro e Giuseppe Quattrocchi avrebbe intascato 90 mila euro. Lo Bosco che è anche presidente dell’Ast, l’Azienda siciliana trasporti della Regione attiva per la rete di collegamenti via pullman, è stato invece arrestato per concussione. Avrebbe intascato una tangente di 58.650 euro legata al pasticcio dei sensori da installare lungo la rete ferroviaria.

Il libro mastro

Collante delle due inchieste sarebbe l’imprenditore agrigentino Massimo Campione, titolare di un’impresa di costruzioni, strade e impianti eolici che avrebbe vinto l’appalto in cambio delle mazzette, stando alle indagini eseguite dagli uomini dal capo della Mobile, Rodolfo Ruperti, e dal dirigente del sezione Reati contro la pubblica amministrazione, Silvia Como. Sono stati loro a fermare alcuni giorni fa in aeroporto Campione. Nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe della lista delle mazzette pagate dalla sua impresa per aggiudicarsi l’appalto. Non a caso l’operazione è stata chiamata «Black List».

La lista nera

Una lista che fa tremare la Sicilia. E non solo. All’alba dell’ultimo giovedì di ottobre si effettuano infatti numerose perquisizioni domiciliari a carico di altri indagati. Non solo negli uffici del Comando del Corpo Forestale della Regione Sicilia e nella sede palermitana dell’AST (Azienda Siciliana Trasporti) ma anche nella sede centrale di Rete Ferroviaria Italiana, a Roma, anche perché Campione ha accettato di collaborare con gli investigatori

Condizionatori e assunzioni

Fra le “utilità” delle quali si parla nei provvedimenti di arresto spiccano regalie varie. A casa di Giuseppe Quattrocchi sarebbero arrivati come graditi omaggi due apparati di climatizzazione e 12 radiatori “spot”, per un valore di circa 5 mila euro. L’altro funzionario, Salvatore Marranca, avrebbe invece ottenuto una assunzione per la compagna presso una nota ditta di trasporti ed autoservizi siciliana e, per la figlia, un contratto presso una ditta di impiantistica di Roma.

Fonte Corriere della Sera

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