Il Sistema SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), è un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche realizzato in attuazione dall’articolo 28 della legge n. 289/2002) . Questo sistema gestito dalla Banca d’Italia ha pubblicato le spese sostenute dall’ente Comune di Monte San Giovanni Campano per l’energia elettrica. Nell’anno 2022 la spesa per l’energia elettrica è stata di euro 418.403,48; nel 2021 la spesa per l’energia elettrica ammontava a euro 362.716,48 e per per l’anno 2020 la spesa è stata pari ad euro 307.943,87.
Non vi è chi non veda che manca il PEC (Piano Energetico Comunale) e il PRIC (Piano Regolatore Illuminazione Comunale) . Strumenti che pur non essendo obbligatori per Monte San Giovanni Campano (attualmente ha meno di 12.000 abitanti) dovrebbe adottarli vista la spesa considerevole che affronta per l’energia elettrica.
In gergo si dice che oltre un milione di euro spesi in tre anni per l’energia elettrica “hanno la coda ...”
Lo scopo di avere un piano energetico comunale è quello di identificare quali interventi è possibile praticare per il risparmio di energia elettrica , per i minori consumi di combustibili fossili. Un PEC per incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, con la riduzione dei consumi di energia, per il miglioramento della qualità della vita con un ambiente più pulito , attraverso la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di altri gas climalteranti come il metano, l’azoto e i fluorati .
Fare Verde Monte San Giovanni Campano va oltre il Piano Energetico Comunale e asserisce che si dovrebbero normare gli impianti di illuminazione e a tal proposto andrebbe redatto il PRIC (Piano Regolatore Illuminotecnico Comunale) con la finalità di: “incrementare l’efficienza energetica degli impianti; minimizzare i consumi energetici dell’impianto illuminazione pubblica; ottimizzare i costi di installazione, esercizio e manutenzione degli impianti di illuminazione; ridurre l’inquinamento luminoso in senso puntuale; migliorare la vivibilità e la fruibilità della città durante le ore notturne, ma anche la sicurezza dei cittadini e la sostenibilità ambientale; migliorare l’immagine esterna della città; valorizzare l’ambiente urbano, i centri storici, i monumenti e le aree verdi; migliorare la viabilità nei centri abitati; illuminare in modo corretto e funzionale ogni area del territorio comunale per una migliore e più sicura fruizione dell’ambiente cittadino; programmare gli orari di accensione e di utilizzo dei lampioni e dell’impianto programmare gli interventi di manutenzione dell’illuminazione pubblica”. Con altre menti si potrebbero studiare interventi per la smart city trasformando gli attuali impianti “obsoleti in stile dopoguerra” in efficienti impianti intelligenti capaci di fornire servizi ai cittadini come ad esempio la ricarica per le e bike, per le auto elettriche, come punti di informazione barometrici (facendo cambiare il colore di un lampione per strada ) o come punti di diffusione per il WiFi civico.
Tutto questo per dire che con vari accorgimenti tecnici i lampioni possono essere intelligenti e connessi: possono dialogare tra loro e con altri smart objects, scambiandosi informazioni e dati oltre che emettere luce in modo controllato e regolato (quando non serve abbassano l’intensità luminosa) . Possono ad esempio inviare informazioni direttamente agli smartphone dei cittadini o ai veicoli in transito. Diventando quindi dei veri e propri piccoli hub.
Oltre a ciò una rete di pubblica illuminazione intelligente riuscirà a dare quell’identità notturna ai centri abitati di Monte San Giovanni Campano con percorsi esperienziali che potranno mettere in evidenza i beni architettonici e i percorsi enogastronomici ( ci sono arrivate da sole le associazioni che negli eventi installano le luminarie a filo per indirizzare i visitatori ) .
Fatto è che il Comune non riesce a vedere il bene immateriale che è insito nel consumo di energia e soprattutto non riesce a dare un senso logico ad una spesa così elevata per l’energia elettrica.
La visione adottata fin ora è quella quantistica del palo per la pubblica illuminazione = consenso elettorale.
Il risultato del disastro per la pubblica illuminazione è sotto agli occhi di tutti ed infatti è accaduto che le nuove luci (non a norma) di via Valle e Pozzo San Paolo hanno dato fastidio all’osservatorio astronomico , che le luci led installate in piazza Marconi sono state sostituite con luci ad incandescenza in una sorta di “ insostenibile spreco energetico”, che i led guasti installati negli efficientamenti energetici sono stati sostituiti con lampade ad incandescenza (incompetenza) , che una pianta rampicante di tanto in tanto oscura l’interruttore fotoelettrico facendo restare il Capoluogo illuminato di giorno (carenza di manutenzione). Oltre a ciò il Capoluogo da qualsiasi parte venga osservato ha luci bianche miste a quelle gialle … senza nessuna identità notturna.
Insomma tanta approssimazione nella spesa per Monte San Giovanni Campano che si potrebbe chiamare benissimo MONTE LUMIERE grazie al fatto che con più di un palo della pubblica illuminazione ogni tre abitanti è l’esempio negativo in assoluto per l’uso insostenibile della risorsa energetica.
Nel frattempo, il comune non contento, dei troppi pali della pubblica illuminazione presenti in ogni dove sul territorio comunale determina (AMPLIAMENTO E COMPLETAMENTO DI TRATTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE. LIQUIDAZIONE STATO FINALE E CERTIFICATO REGOLARE ESECUZIONE) la spesa di ulteriori 56.000,oo euro per installare altri obsoleti pali della pubblica illuminazione.
Al peggio non c’è mai fine!
COMUNICATO STAMPA
