Sora – Porretta: “continua la nostra campagna sulla trasparenza amministrativa”

Floriana-Porretta

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Floriana Porretta Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio.

Nel corso della nostra campagna sulla trasparenza amministrativa, su cui ovviamente non arretriamo di un millimetro, ci siamo imbattuti in un ulteriore intralcio al controllo dell’azione pubblica, che completa l’opera di oscuramento iniziata con l’eliminazione dell’Albo Pretorio Storico dal sito istituzionale del comune. Infatti, dopo quell’arbitraria decisione, e vista la limitatezza e farraginosità della sezione Amministrazione Trasparente, l’unico metodo che teoricamente resterebbe a disposizione dei cittadini per attingere alla documentazione amministrativa sarebbe la richiesta di accesso civico agli atti. Tuttavia, tale richiesta è ancora regolamentata dallo Statuto Comunale che, però, è in contrasto con le norme di legge. Infatti, all’art. 50, comma 2, esso prevede che la consultazione degli atti deve avvenire “con richiesta motivata dell’interessato”. Condizione che si aggiunge a quella prevista dal comma 1 dello stesso articolo, secondo cui il Comune garantisce il diritto di copia e di accesso agli atti “ai cittadini, singoli e associati, e a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”. I due commi insieme consentono all’amministrazione di negare l’accesso agli atti a sua volontà o, quanto meno, di fornire i documenti a proprio comodo. Il tutto, in pieno contrasto con la legge. Al contrario, infatti, il Dlgs n. 33 del 2016 sulla trasparenza stabilisce al comma 2 dell’art. 5 che “allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni”. E per maggior chiarezza, al comma 3 dello stesso articolo specifica che l’esercizio di quel diritto “non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente” e che l’istanza di accesso civico “non richiede motivazione” alcuna. Come si può facilmente riconoscere, l’arzigogolo procedurale che si è venuto a determinare a seguito dell’oscuramento dell’Albo Pretorio Storico costituisce una vera e propria trappola per chiunque voglia tenersi informato sull’azione amministrativa, un groviglio da cui difficilmente si riesce a districarsi se non con notevoli affanni e lungaggini insostenibili. Che questo sia dovuto a volontà ambigua, a scarsa esperienza o a pressioni varie subite dai giovani amministratori, non lo sappiamo. Ma è chiaro che costituisce una condizione molto pericolosa, che può portare alla degenerazione dell’azione amministrativa, ed è indubbio, quindi, che qualcuno debba metterci le mani al più presto. La politica cittadina, innanzitutto le forze politiche, i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, le associazioni, non possono restare in silenzio. Non possiamo lasciare che la “barca” su cui noi tutti siamo vada a sbattere sugli scogli. Occorre riprenderne subito in mano il timone ed imporgli una rotta sicura. Chiediamo, perciò, che anche le autorità sovraordinate, innanzitutto la Prefettura di Frosinone, intervengano per aiutare la città ad uscire dalla confusione e dalla pericolosa approssimazione in cui annaspa.

 

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