La pioggia battente di ieri mattina non ha impedito la resa degli onori ai caduti di tutte le guerre. Nonostante il piccolo cambiamento di programma l’Amministrazione comunale ha deposto la corona di alloro davanti al Monumento di Piazza Sant’Angelo. Poi le note del Silenzio hanno accompagnato il saluto del picchetto formato dal sindaco Enzo Perciballi, dalla vicesindaca dei bambini e dei ragazzi Aurora Onorati, dai carabinieri della locale stazione e dagli agenti della Polizia Locale. Hanno partecipato alla cerimonia anche numerosi amministratori comunali, l’Istituto Comprensivo (molto attivo sul fronte della cittadinanza attiva grazie all’impegno del corpo docente e in particolare della vicepreside referente per l’educazione civica Nunzia Scarano), il dirigente scolastico Giacomo La Montagna, le quattro classi V di tutti i plessi della primaria e il coro della scuola formato da alunni della primaria e studenti della media, diretti dai maestri Raffaella Mazzoli e Augusto Colasanti.Presente anche il parroco don Giovanni Ferrarelli che, data la forte pioggia, ha eccezionalmente ospitato la cerimonia. Dopo la deposizione della corona e la resa degli onori con l’intonazione del Silenzio, le autorità civili e militari si sono spostate in chiesa. Qui bambini e ragazzi della scuola, con la mano destra sul petto, hanno eseguito prima l’Inno Nazionale e poi il Canto del Piave, diretti dai maestri Colasanti e Mazzoli.
E’ seguita la cerimonia religiosa del parroco don Giovanni che ha ricordato tutti i caduti e pregato insieme ai presenti.
Quindi c’è stato l’intervento della baby vicesindaca Onorati che ha posto l’accento sulla necessità di perseguire la pace. Il dirigente scolastico La Montagna si è detto lieto della partecipazione della scuola all’evento organizzato dal Comune e ha ringraziato scolari e docenti auspicando continua e costante collaborazione fra l’istituzione scolastica e quella comunale.
Ha concluso l’evento l’intervento del primo cittadino Enzo Perciballi: ha ringraziato il parroco don Giovanni per l’ospitalità e la scuola per la costante partecipazione. Nel suo discorso il sindaco ha spiegato il significato della festa, ha ricordato i concittadini caduti in guerra per garantirci la democrazia, ha auspicato la cessazione della guerra russa contro l’Ucraina. Ha anche ricordato la figura del Milite Ignoto, adottato dall’Amministrazione comunale di Boville Ernica con una delibera nel 2021 in occasione del Centenario. Infine, ha ringraziato di vero cuore la scuola per la presenza e per l’impegno costante sul fronte dei diritti e della cittadinanza attiva.
LE PAROLE DELLA BABY VICESINDACA AURORA ONORATI
“A noi ragazzi oggi spetta l’impegno e la responsabilità di gestire il futuro del nostro paese e, per fare tutto ciò, è proprio questa l’occasione per affermare quanto sia fondamentale credere negli strumenti del diritto espressi nella nostra costituzione e quanto la storia possa insegnarci per conseguire la pace con perseveranza. Mai quanto in questo momento storico il nostro Paese e tutti gli altri Stati hanno bisogno di raggiungere la pace attraverso il dialogo e la collaborazione. Il nostro pensiero è rivolto a tutti quei soldati di Boville Ernica e di tutta l’Italia che non hanno potuto far ritorno dai loro familiari e anche a questi ultimi va il nostro braccio. Un pensiero va a quei militari che oggi sono impegnati per difendere la pace nei Paesi travagliati dalla guerra. Grandi e piccini, abbiate a cuore il nostro futuro”.
IL MESSAGGIO DEL SINDACO
Carissimi concittadini, autorità civili, militari e religiose, scolari e docenti, oggi ricorre la centotreesima Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze armate. Questa data rappresenta l’anniversario della vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale ed è stata, fino a 46 anni fa, una delle ricorrenze più importanti d’Italia, tanto da essere un giorno di festa nel calendario. Siamo orgogliosi di poter rendere ufficialmente gli onori ai nostri caduti e ai custodi della democrazia insieme alla scuola e a tante persone.
Il quattro novembre 1918 entrò in vigore l’Armistizio di Villa Giusti che di fatto sancì la fine della Prima Guerra Mondiale per la nostra Nazione. La festa è stata istituita nel 1919. Nel 1922 cambiò nome in “Anniversario della Vittoria”, per celebrare la potenza militare dell’Italia. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1949, il significato è tornato quello originale, ridiventando la celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell’Unità d’Italia.
In questi giorni di celebrazioni il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto, il soldato italiano reso irriconoscibile dalle ferite e la cui salma riposa presso l’Altare della Patria a Roma. La sua tomba è diventata il simbolo di tutti i caduti in guerra di cui non è stato possibile riconoscere l’identità.
Un simbolo, quello del Milite Ignoto, che anche la nostra cittadina, lo scorso anno, in occasione del centesimo anniversario, ha voluto adottare per volontà dell’Amministrazione comunale.
Il pensiero va a quanti hanno sofferto la fame e gli stenti, sino all’estremo sacrificio, per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica.
Il pensiero va anche a tutti gli uomini e le donne che, ai confini dell’Europa, stanno perdendo tutto ciò che hanno, troppo spesso anche la vita, per colpa di una guerra causata dalla Russia che ha invaso l’Ucraina. È una guerra che condanniamo fermamente e che auspichiamo cessi immediatamente così da poter aprire quanto prima un tavolo di pace, mettendo fine alla minaccia del ricorso alle armi nucleari.
Oggi è anche un giorno in cui bisogna dire grazie ai tanti nostri concittadini che hanno perso la vita per garantirci benessere e democrazia; grazie a tutte Forze Armate e Forze dell’Ordine, che ogni giorno silenziosamente lavorano per assicurare i nostri diritti, partendo da piccole realtà fino ad arrivare ai confini europei; grazie alla nostra scuola, per il grande impegno che in questi anni sta mettendo, sul fronte della cittadinanza attiva, per formare bambini e ragazzi alla conoscenza, al rispetto dei diritti e ai valori della pace e della democrazia.
Viva l’Italia, viva la Repubblica.
comunicato stampa
