La ASL di Latina organizza la Sanità per i morti, e il Comune di Cori plaude nel silenzio-assenso dopo la gita in Regione

comitato civico cori

Il Comitato Civico di Cori, oggi presenterà l’ennesima denuncia, per l’assenza, ieri, 1 novembre 2022 e giorno festivo, del personale medico nell’ex PPI, non sostituito nemmeno dai medici di base. Più di qualche cittadino ieri, ha intrapreso la diaspora della cura, essendo costretto a recarsi altrove, nel silenzio delle istituzioni che ci governano e di un Assessore alla Sanità del Comune di Cori, che tutto fa, fuorchè rappresentare gli interessi della propria popolazione malata, e la tutela dei loro bisogni.Appena un mese fa, il Comitato Civico ha indirizzato al Sindaco e a tutti i Consiglieri Comunali una serie di interrogazioni, con protocollo via PEC, rispetto alle quali, a parte alcuni abboccamenti del tipo “io consigliere, vorrei saperne di più…”, non sono approdate a nulla, e non vi è stata alcuna formale risposta, poichè evidentemente i Consiglieri si ritengono sciolti da quella regola sulla trasparenza amministrativa che vuole ci sia, almeno entro 30 giorni dalla richiesta, un conato di risposta.

Proviamo a riassumere la situazione vergognosa in cui stiamo sempre più precipitando.

 

  • Ex PPI, diventato PAT, dall’essere attivo 24 ore pre-pandemia, all’orario attuale 8-20, con frequenza, allarmante e senza preavviso, risulta assente il medico, in alcuni orari senza preavviso è assente o irreperibile l’infermiere, il f.f. coordinatore disfa a suo piacimento i servizi attinenti al PAT

  • Ospedale di Comunità con circa 20 p.l. complessivi, comprensivo di 4 p.l. di accudimento Hospice per pazienti oncologici, nell’ultimo anno ci si è limitati ad una media di tre o quattro ricoveri

  • Strumentazione di radiologia nuova, da oltre due anni consegnata alla struttura: mai utilizzata

  • Strumentazione per la telemedicina del progetto “Accorciamo le distanze”, consegnata da oltre tre anni: mai utilizzata (Il progetto complessivo con ricaduta sulle isole pontine ha ottenuto un finanziamento pari ad €. 1.832.000,00)

  • Percorsi Terapeutici Diagnostici Assistenziali: in attesa da anni della formalizzazione  e definizione della presa in carico dei pazienti cronici da parte dei medici di famiglia in collaborazione con la ASL

  • Carenza dei Medici di famiglia sul territorio

  • Azzeramento progressivo delle attività ambulatoriali

  • Estromissione dalla sede del Banco Farmaceutico

 

Nel frattempo gli euro da spendere sono::

 

  • 4 MILIONI E 650 MILA EURO PER LE CASE DELLA SALUTE IN PROVINCIA DI LATINA

  • 1.200.000 euro per la messa in sicurezza della struttura di Cori, fondi CIPE

(vedi le procedure di affidamento in corso in Regione Lazio: https://www.regione.lazio.it/amministrazione-trasparente/atti-procedure-affidamento/2607 )

Nella tabella sottostante, riportiamo come risultano le progettualità riferite al plesso sanitario di Cori nella Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche, con codice CUP:

E67H21005340002

EX OSPEDALE DI CORI*VIA GUGLIELMO MARCONI*MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER LAVORI DELLA CASA SALUTE DI CORI

E68I22000060006

OSPEDALE DI  COMUNITA’ DI CORI (LT)*VIA G.MARCONI N. 1*ASL LATINA- PNRR – DGR 1005 DEL 30.12.2021 – M6C1 – 1.3 RISTRUTTURAZIONE OSPEDALE DI COMUNITA’ DI CORI

https://bo-bdap.rgs.mef.gov.it/BOE///OpenDocument/1911161205/OpenDocument/opendoc/openDocument.faces?logonSuccessful=true&shareId=15

Ma la cosa più disgustosa, mentre la nostra sanità pubblica muore, è il sotterraneo movimento per il c.d. Borgo Protetto a Cori, in località Valle Sugatti, uno sviluppo di migliaia di metri cubi di “edilizia sanitaria” privata, che sfugge alle previsioni del piano regolatore adottato: poi, diteci che non c’è un disegno politico in tutto ciò contro il servizio sanitario pubblico.

Noi, Comitato Civico di Cori, ci opponiamo a questa riduzione in schiavitù sanitaria della popolazione corese, difenderemo la sanità pubblica e universale, e per questo ci stiamo organizzando con il contributo di tutti coloro che credono che la salute sia un diritto, non siamo in vendita, nè chi è al Comune, nè chi è in Regione potrà far passare questi abusi sulle nostre teste.

comunicato stampa

 

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