Mentre la sanità del Lazio è in piena difficoltà a tal punto che i sindacati sono arrivati a proclamare lo stato di agitazione e si dicono pronti anche ad arrivare allo sciopero per via delle carenze di personale che stanno impantanando i servizi alla salute e la Regione Lazio continua a tenere fermi i concorsi, facendo di fatto saltare tutti gli accordi sottoscritti per colmare le voragini negli organici delle aziende, nella giornata di lunedì 18 Luglio, i giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, hanno respinto una nuova richiesta di patteggiamento nei confronti dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, richiesta avanzata dall’avvocato difensore Angelo
Nel processo contabile l’assessore D’Amato, che secondo voci di corridoio sembra essere propenso a candidarsi alle prossime elezioni regionali, è chiamato a risarcire 250mila euro di contributi regionali per danno erariale.
In questa vicenda si parla di cattiva gestione, conflitti di interesse ma anche di comportamenti illeciti.
La vicenda, avvenuta fra il 2005 e il 2008, riguarda due associazioni tra cui “Fondazione Italia-Amazzonia onlus” destinataria di due finanziamenti da parte della Regione Lazio, uno da 70mila euro e un altro da 205mila, nell’ambito di un programma pubblico di promozione di iniziative di carattere sociale, culturale e sportivo di peculiare interesse per l’ente. Tra gli obiettivi della onlus Italia-Amazzonia, catalogati come raggiunti, c’era la realizzazione di una radio-web “per trasmettere a livello globale notizie riguardanti le popolazioni indio-amazzoniche e ospitare dibattiti sui temi dell’ambientalismo, della solidarietà e della cooperazione allo sviluppo”. Peccato che le indagini, prima dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e poi della Guardia di Finanza, hanno dimostrato come la radio-web fosse in realtà riconducibile all’Associazione Rosso-Verde “avente finalità esclusivamente politiche”.
Un tecnico del suono, che aveva emesso le fatture presentate dalla onlus Italia-Amazzonia a titolo di rendicontazione, ha riferito agli inquirenti: «Mi venivano consegnate cassette audio contenenti ore di interviste a carattere quasi esclusivamente politico, con personaggi della politica locale, tra cui anche vari assessori. Ricordo di aver ascoltato, tra gli altri, anche tale Alessio D’Amato che, successivamente l’ho conosciuto personalmente in quanto appartenente all’associazione Rosso-Verde, essendomi recato presso la Regione Lazio, alla Pisana, per ottenere il saldo del mio lavoro». Sempre con i soldi stanziati dalla Regione Lazio per la Fondazione Italia-Amazzonia sono stati acquistati (con l’Iva al 4%, come previsto per il materiale elettorale) locandine e manifesti riferibili alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006. In particolare: il poster “Oggi precari, domani stabili”, con il simbolo “Verdi per la pace” e il logo “Gruppo consiliare Ambiente Lavoro Regione Lazio”, di cui D’Amato è stato capogruppo fino al 2007; il poster “Gli impegni mantenuti grazie al consigliere regionale Alessio D’Amato”, con lo stesso simbolo, lo stesso logo e l’indicazione del sito www.rossoverde.org; la lettera di D’Amato dal titolo: “9/10 aprile Elezioni politiche”, con indicazione delle scelte da effettuare al Senato “Verdi per la pace”, “Consumatori uniti” e “Per la sinistra comunisti italiani” e alla Camera. Con i fondi destinati agli indios dell’Amazzonia sono stati pagati anche biglietti elettorali, pieghevoli e poster per pubblicizzare alle elezioni comunali del 2006 i candidati nelle liste “Verdi per Veltroni” e “per Veltroni sindaco”. Con fattura del 12 gennaio 2007 venivano invece pagati annunci pubblicitari sui quotidiani “L’Unità”, “Il Manifesto” e “Liberazione” per promuovere dibattiti in giro per l’Italia in cui interveniva D’Amato in qualità di presidente dell’Associazione Rosso-Verde: come l’incontro dal titolo “Per un nuovo soggetto politico della sinistra italiana”, tenutosi a Rimini e a Piacenza nel dicembre 2006, o il seminario “Una sinistra nuova per un nuovo socialismo”, svoltosi al Teatro Piccolo Eliseo di Roma il 10 dicembre 2006.
Secondo quanto sostenuto dalla pm Barbara Pezzilli, gli indagati avrebbero persino ‘sbianchettato’ le fatture emesse dall’associazione per nascondere il dirottamento dei contributi regionali che erano stati assegnati alla onlus. La pm ha avanzato una richiesta di condanna per l’assessore e per i suoi collaboratori. Pronta è stata la replica dell’avvocato della difesa, il professor Piazza, che ha invece chiesto ai giudici l’assoluzione: «Sono abituato a veder condannare un uomo sulla base di prove. In questa vicenda non esiste una sola evidenza contro il mio cliente… ». Gli altri legali della difesa, invece, hanno sostenuto il tema della prescrizione, in quanto si tratta di fatti datati. La Procura, invece, è stata irremovibile ed ha invocato la sospensiva dovuta ai due anni e mezzo di pandemia. Soltanto nei prossimi giorni, si scoprirà la sentenza.
Per la stessa vicenda, tanti anni fa, fu avviato anche un processo di carattere penale per truffa ma terminato con una prescrizione per tutti gli indagati.
Nessun commento, intanto, giunge dal Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti che, nei mesi precedenti, esternava piena fiducia al suo Assessore alla Sanità. Chissà se, qualora venisse pronunciata una sentenza di condanna, ci sarà una mobilitazione da parte del Presidente delle Province del Lazio Antonio Pompeo affinché coinvolga tutti i sindaci (come fatto per Draghi) affinché sottoscrivano una lettera di “SCUSE ISTITUZIONALI” indirizzata alla popolazione indo-amazzonica.
L.R.
Respinta richiesta di patteggiamento al processo contabile nei confronti dell’assessore D’Amato. La pm: “Dirottati fondi pubblici”
