Alcuni automobilisti che transitano lungo la strada provinciale che conduce al Vallone, proprio in località Vitere, a poche centinaia di metri dalla chiesa di Santa Lucia, esprimono le loro perplessità. Qui, nei secoli dei secoli, c’è una frana del costone roccioso la cui messa in sicurezza ancora oggi non si vede. L’amministrazione provinciale si limitò alla sola sistemazione su paline di un paio di semafori alimentati con batterie ricaricate da energia solare per indicare il transito su una sola corsia. Qualche mese fa, questi semafori furono coperti e quindi si tornò alla circolazione doppia circolazione anche se le barriere ai fianchi della carreggiata, di colore bianco e rosso, rimasero. Poche settimane più tardi le coperture ai semafori furono tolte e si tornò alla circolazione alternata su una sola corsia. La domanda che qualche automobilista si è posto è la seguente: “Quali sono i criteri che vengono utilizzati per coprire o scoprire i semafori? C’è uniformità di valutazione?” Altri invece, ironicamente, si domandano: “Ma come, neppure con la Di Pucchio alla provincia si riescono a risolvere i problemi?” Ironia a parte, le domande sono legittime e quindi le rivolgiamo sia al sindaco di Arpino, Renato Rea, che alla consigliera provinciale Antonella Di Pucchio con la speranza di ricevere delle risposte: Quali sono i criteri seguiti per la copertura e scopertura dei semafori e quando inizieranno i lavori di messa in sicurezza del costone roccioso franato e liberare la strada dai semafori?
Maverick
Arpino – Perplessità su i due semafori istallati lungo la provinciale e sulla messa in sicurezza del costone
