Covid Frosinone: zona gialla potrebbe non essere sufficiente

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La pandemia da covid 19 in provincia di Frosinone sta ‘galoppando’. I dati che emergono sono inquietanti. La Regione Lazio ha predisposto il passaggio da zona bianca a zona gialla a partire da domani lunedì 3 gennaio. Ma gli esperti, nonostante tutto, prevedono che il picco di contagi avverrà negli ultimi 15 giorni del mese di Gennaio. A tal proposito sarebbe opportuno ‘giocare di anticipo’. La campagna vaccinale ha funzionato e molte delle persone che hanno contratto il virus mostrano sintomi più o meno lievi ma, dati alla mano, una bassa percentuale di persone necessitano lo stesso di cure ospedaliere. Ed è proprio su questo dato che bisogna prestare più attenzione e quindi adottare misure più incisive che vanno a contenere fattivamente il diffondersi del contagio. L’uso della mascherina ed il distanziamento, insieme alla vaccinazione, sono l’essenza della prevenzione. Ma anche questo non basta. Bisogna invitare le persone ad uscire di casa solo per motivi di lavoro o di conclamata urgenza/emergenza. Una settimana di “mini lookdown” non sarà di certo la fine del mondo anche se si è fatta la terza dose (e chi non l’ha fatta si suggerisce altamente di prenotarla appunto per evitare – o almeno provarci – l’ospedalizzazione). Il processo di guarigione da covid è più lento dei nuovi arrivi in ospedale e questo, inevitabilmente, potrebbe portare ulteriori problematiche di capienza letto nei vari reparti ordinari e terapie intensive nel breve/medio tempo. Ed è a tal proposito che si suggerisce al Presidente della Provincia avv. Antonio Pompeo di organizzare una ‘videoconferenza’ con il Prefetto della Provincia di Frosinone, dott. Ernesto Liguori, ed il D.G. dell’Asl di Frosinone, dott.ssa Pierpaola D’Alessandro, al fine di valutare se vi siano o meno i presupposti per poter indirizzare tutti i sindaci della provincia frusinate ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti più restrittive di quelle che prevedono il codice giallo.
L.R.

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