Altro straordinario successo di partecipazione della Comunità Torriciana e non, all’ennesimo Pellegrinaggio a piedi da Torrice al Santuario della SS Trinità di Vallepietra, conclusosi nella giornata del 10 Agosto con l’arrivo della colonna dei Pellegrini a rendere omaggio alle Tre Divinità.Anche quest’anno, l’ormai consolidato annuale appuntamento religioso, ha fatto registrare un folto e importante coinvolgimento, soprattutto dei giovani.Il cammino prende il via con partenza dalla Chiesa di San Pietro Apostolo nel tardo pomeriggio della prima domenica del mese di Agosto, dove la lunga colonna dei Pellegrini affronta l’intera nottata in cammino per giungere alle prime ore dell’alba alla I Tappa, lasciandosi alle spalle oltre 27 km, per arrivare nel Comune di Guarcino, primo punto di ristoro e riposo dei fedeli.Quando il sole ormai si affaccia alle finestre, il cammino riparte per la II Tappa alla volta della Chiesa degli Altipiani di Arcinazzo, un secondo tracciato di oltre 13 km, dove la fede supporta il devoto dandogli la giusta forza di affrontare il percorso in salita e con la presenza costante di elevate temperature.Giunti al termine del secondo “step” i Pellegrini beneficiano del meritato riposo, raccolgono tutta la loro devozione con la consapevolezza che l’indomani sarà forse il momento più bello, il momento tanto atteso, l’arrivo al Santuario e la riconoscenza alle Tre Divinità.Nelle primissime ore del mattino, il gruppo dei fedeli è già alle prese con la sistemazione degli zaini, e si appresta a riprendere il viaggio.Qui ciò che spaventa è l’impegnativo percorso di montagna che si snoda dalla Cittadina di Vallepietra fino a raggiungere l’ambita meta. Un primo vero contatto con la Santissima Trinità si ha quando alla base della montagna il gruppo dei Pellegrini si ritrova e tutti insieme rivolgono la propria preghiera di ringraziamento.Un attimo prima però il pensiero, attraverso un messaggio proveniente dal profondo del cuore, viene rivolto a tutti coloro che purtroppo a causa della pandemia hanno perso i propri cari, quel tavolo dove un posto non viene più occupato, quel vuoto che insegna a vivere con la sofferenza interiore, a tutti coloro che soffrono, a tutti coloro che non hanno un lavoro, all’intera Comunità che ha affrontato, sta affrontando e affronterà momenti ancora più pesanti. Ecco questo è il senso di Comunità, il viaggio trova il suo essere proprio per portare quel messaggio di fede di cui tutti noi abbiamo bisogno, quel messaggio per far sì che tutta l’umanità possa riprendere a mettere in fila tutti i tasselli mancanti, al fine di ripartire con maggiore speranza, con maggiore condivisione e con l’amore che uno verso l’altro bisogna saper donare.
Inizia così la salita verso quel punto lontano, che poi tanto lontano non è!
Il sentiero si mostra in tutta la sua bellezza, la natura, il silenzio, quel ruscello che diffonde il proprio rumore e che dona serenità al passante, migliaia di farfalle di vari colori che circondano il Pellegrino, la sensazione di pace, il profumo dei fiori, qualcosa di straordinario che ti avvicina sempre più a quello che più si desidera in quel momento.Ed ecco la staccionata finale, gli ultimi 200 metri, forse i più lunghi, quelli che più ti lasciano il sapore del successo personale e della commozione per essere riuscito a portare la propria devozione e il proprio grido di speranza, ben oltre le nuvole.Tutto il gruppo di Pellegrini dopo quest’ultimi 17 km si raggruppa sotto alla “Croce” e con orgoglio, stanchezza ma con gli occhi pieni di speranza e di lacrime si dirige verso l’ingresso del Santuario, intonando ad alta voce il Canto rivolto alla Santissima Trinità.Altro momento toccante che riabbraccia del tutto ciò che è stato fatto insieme, si conclude così il Pellegrinaggio con la visita davanti alle Tre Divinità.Adesso gli organizzatori Franco Bottoni e Carlo Testani affiancati dallo staff Raffaele Ferrara e Candido Citti inizieranno a lavorare già per l’appuntamento del prossimo anno, con l’intento di poter dare sempre più il giusto significato e la giusta importanza a questa consolidata esperienza.
Articolo di Candido Citti
