Tra le tante incertezze che la pandemia ha consegnato all’umanità , si staglia una certezza ,già delineata da Papa Francesco nella sua ultima enciclica “Fratelli Tutti” : occorre cambiare gli stili di vita e di lavoro, passando dalla speculazione all’imprenditorialità e uscire dall’assistenzialismo .
Per creare lavoro ,infatti, sono necessari imprenditori: bisogna mettere a frutto i talenti, la ricchezza non deve servire a speculare, ma a creare valore , e, per questo, è necessaria l’etica.
La ripartenza o ricostruzione è una grande occasione che non può essere sprecata e pertanto essere basata sulla roccia della formazione e di un adeguato progetto educativo.
In tal senso occorre creare lavoro che permetta alle persone di realizzarsi in quanto tali e dunque aiutare l’imprenditorialità produttiva che crea lavoro giusto e si basa sul rispetto del lavoratore il quale a sua volta deve essere pienamente responsabile e consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri.
Il lavoro non può essere ridotto ad una mera questione di retribuzione che pure ha la sua importanza ; è in gioco molto di più : il benessere personale, familiare, professionale ,la relazionalità ed il proprio progetto di vita.
Un lavoro orientato non solo alla sostenibilità economica ed ecologica, ma soprattutto alla centralità della persona.
Solo così potremo realizzare la necessaria sostenibilità ambientale, sociale ed antropologica e, raccogliendo la profezia di La Pira e la riflessione prospettica di Yunus, aspirare alla virtuosa realizzazione di un mondo a tre zeri : zero disoccupazione, zero inquinamento, zero povertà.
Francesco Rabotti Coordinatore INSIEME Lazio
