Nel 2020 l’Italia, come tutto il mondo, è stata chiamata ad affrontare la difficilissima sfida della pandemia da covid-19. Nessuno si aspettava tale situazione emergenziale, come nessuno si era prospettato le gravose conseguenze economiche, giuridiche, ma soprattutto sociali. Relativamente alla gestione dell’emergenza, seppur non assente da critiche che possono essere mosse in merito alle tempistiche, vi è da dire che le Istituzioni hanno cercato di arginare i contagi e limitare, per quanto umanamente possibile, i decessi. A distanza di un anno tuttavia la situazione, per quanto sia possibile notare alcuni margini di miglioramento, sembra non essere mutata del tutto. Nella città di Isola del Liri il virus non è stato e tuttora non è meno aggressivo rispetto ad altri paesi, risulta anzi particolarmente insidioso e ostico tanto per gli anziani quanto per i giovani e addirittura giovanissimi. Il mondo dei commercianti è stato parimenti colpito e messo in ginocchio dalla pandemia, tanto da constatare una gravosa perdita di affari, guadagni ma soprattutto di contatto umano. Dello stesso contatto umano sono stati privati, per ovvie ragioni di tutela e salvaguardia dell’incolumità individuale e collettiva, i giovanissimi e giovani studenti di tutte le scuole di ordine e grado nonché delle università. Nello sviluppo della persona in senso umano e professionale, il contatto umano è fondamentale, come è fondamentale la tutela della salute di tutti e in particolare dei più giovani che in questo momento rappresentano il futuro. Sembra quasi paradossale o fantascientifico come, a distanza di un anno, tutta la popolazione sia stata costretta a cambiare le proprie abitudini, riconcepire la realtà, vivere in una perenne situazione di incertezza ma soprattutto a vedersi privata delle libertà, seppur per fini pubblicistici di salvaguardia, a cui solitamente si era abituati. Il quadro mi ha dato modo di riflettere sul concetto di libertà. La libertà per cui hanno combattuto in nostri avi, la libertà frutto di secoli di lotte e persecuzioni, la stessa libertà che nella quotidianità viene data per scontata, o peggio, non valorizzata. Stiamo vivendo uno dei momenti più bui nella storia della Repubblica a causa di un nemico che, lungi dall’essere sconfitto definitivamente, sembra prendersi gioco di tutti noi, specialmente di quelle persone virtuose che rispettano le regole e compiono sacrifici non di poco conto. Non dobbiamo dimenticarci di tutte quelle categorie, quali le imprese e i commercianti, che rappresentano l’ossatura della nostra nazione e che, nonostante mille intemperie, continuano a navigare in un mare di incertezze e difficoltà, consci non solo della necessità di andare avanti ma di assicurare ai loro cari un futuro più limpido possibile. Del pari non vanno ignorate le categorie impegnate in prima linea in questa guerra quali i medici e tutto il personale sanitario, le forze dell’ordine, la protezione civile e in generale tutti gli eroi silenziosi che quotidianamente lottano senza tregua contro questo maledetto virus.
Comunicato stampa Dott. Vittorio Capuano.
