La questione relativa all’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo del versante Laziale da molti giorni tiene banco. Una questione che ha certamente infiammato il dibattito con riferimento, almeno ad oggi, ai Comuni della zona della Val di Comino.Decisa è stata la posizione del Presidente del Consiglio Provinciale, Daniele Maura, il quale più volte è intervenuto sull’argomento denunciando le criticità conseguenti e ricollegate alla ipotesi di (ri)perimetrazione dell’Area contigua del versante Laziale del PNALM, tanto sentita che lo stesso si è fatto promotore di una specifica interrogazione presentata e inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Provinciale. Lo stesso Maura spinge sull’argomento addirittura portando la questione sul tavolo della Pisana grazie all’intervento del Consigliere Regionale, On. Giancarlo Righini.Rivolge particolare attenzione al monito del Presidente del Consiglio Provinciale Maura sul punto anche Cristiano Papetti, consigliere Comunale di Veroli, Comune il cui territorio è a ridosso dei Monti Ernici laddove sentita è la questione collegata all’eventuale istituzione anche qui della zona Parco.Dovesse discutersi sulla (ri)proposizione della costituzione del Parco, sarebbe opportuno interrogarsi sul come – e fino a che punto – possano coesistere da una parte i principi dettati dalla 157/92 (legge quadro che disciplina la protezione della fauna selvatica omeoterma e del prelievo venatorio) con particolare riguardo alla parte in cui essa regola la percentuale del territorio agro-silvo-pastorale nella quale può (e deve) essere vietata l’attività venatoria e dall’altra quelli della legge regionale n.394/91, che regolano invece la materia relativa ai Parchi Naturali per la Regione Lazio.La questione delle Aree protette e, conseguentemente, delle Aree pre-parco ovvero contigue riguarda l’intera provincia e di grande pregio è stato l’intervento dall’Associazione Wilderness (che della tutela dell’Orso Bruno Marsicano né fa un pilastro fondamentale) per opera del suo segretario, Franco Zunino.In questo settore il richiamo al senso di responsabilità di tutte le forze politiche, ambientaliste, associazioni venatorie, agro-silvo-pastorali è d’obbligo affinché ci si possa porre in maniera critica, ma al tempo stesso, analitica ogni qual volta si tratti di Aree protette nel suo insieme comprese, naturalmente, le c.d. aree contigue.E’ inutile negarlo che scelte di tal genere comportano inevitabilmente profonde modifiche nella e della realtà degli Enti locali; è innegabile che l’individuazione di aree contigue determina per i Comuni interessati chiaramente delle limitazioni più incisive – rappresentando di fatto un ampliamento dei Parchi! – che soprattutto in questo preciso momento storico si conciliano poco con le difficoltà evidenti del mondo reale (economico-sociale, ma anche venatorio agro-silvo-pastorale) tanto da poter generare, potenzialmente, in tali settori crisi importanti.Dunque l’attore principale, nella determinazione delle Aree contigue, è proprio il Comune interessato il cui assenso formale, che si sostanzia nella delibera in Consiglio Comunale, appare centrale sentiti, naturalmente, i vari rappresenti dei cittadini, degli esercenti le attività economiche-commerciali non ultimi quelli del terziario locale.Un tale invito ai Comuni è stato rivolto anche dal Rappresentante delegato regionale dell’ANUU.Pieno sostegno dunque alla interrogazione presentata dal Presidente del Consiglio provinciale Daniele Maura.Alla luce di ciò appare necessario che tutte le forze politiche, a tutti i livelli ma soprattutto a livello comunale (oggi in particolare dei Comuni interessati), associazioni ambientaliste, venatorie, agro-silvo-pastorali rivolgano la giusta attenzione ad una interrogazione di detto contenuto.Oggi più che mai appare necessario istituire tavoli permanenti a larga partecipazione finalizzati al massimo forte impegno e ad una gestione per la maggiore crescita di tutto il territorio della provincia e a beneficio di tutte le categorie, quali gli agricoltori, allevatori, pastori, cacciatori come correttamente è stato fatto sino ad oggi, il tutto a totale vantaggio dell’intera economia del territorio provinciale e, quindi, anche delle quelle comunità oggi interessate che ne sono parte integrante.Maturi sono ormai i tempi per azioni concertate.
COMUNICATO STAMPA
Parchi e Aree Contigue, FdI chiama alla istituzione di tavoli permanenti
