Carnello, una periferia abbandonata a se stessa

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“Carnello. Una periferia. Un territorio che da tempi non sospetti reclama e segnala carenze. Una realtà che negli ultimi anni sta mettendo a disposizione dei cittadini un numero di servizi sempre più cospicuo, un bacino di utenze in crescita la cui fruizione risulta difficoltosa a causa di problemi di natura logistica e di gestione del traffico. Nella giungla dei parcheggi introvabili, delle ore di punta, di entrata ed uscita dalle scuole, Carnello ne conta tre, vige il più totale caos. Le implicazioni? Tante, a spese soprattutto dell’incolumità di adulti e bambini. La proporzione tra posti macchina da un lato ed attività e residenti dall’altro oltre ad essere del tutto inadeguata, è fortemente limitante. Le strade, principali e secondarie: colabrodi rappezzati. Sono state tante le segnalazioni, tanti i comunicati. Le iniziative in risposta? Nulle. Non c’è direzione del traffico nelle ore di punta e poco dovrebbe interessare ai cittadini che ci sia carenza di personale. Nessuna iniziativa ,nessuna progettualità elaborata dai nostri rappresentanti per riqualificare questa periferia. Pur volendo abbandonare gli stereotipi dei luoghi comuni, riamane un dato di fatto: quello ad una buona amministrazione resta un diritto dei cittadini, il quale deve trovare riscontro sul piano fattuale. A chi dice che ogni forma di polemica sia sterile se non si propongono idee io risponderei che, nel momento i cui i cittadini scelgono gli amministratori che li rappresentino, sono questi a dover dare loro delle risposte concrete. A Carnello noi le attendiamo ancora.”
LEA GIGLI
foto generica web

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