La Giornata nazionale della malattia di Parkinson, virtuale ma reale

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L’evento sulla piattaforma predisposta dalla Fondazione Limpe e attraverso i principali canali di comunicazione: al centro le ricadute di Covid-19 sui malati

Come sta accadendo per i convegni scientifici di tutto il mondo da quando la pandemia Covid ha ridefinito priorità e stili di vita, anche gli appuntamenti della giornata della malattia di Parkinson quest’anno si sono svolti in modalità virtuale e non con il consueto incontro fra addetti ai lavori e pubblico nei vari centri specializzati dell’intera penisola. Rispettando la tradizione degli utimi anni in cui ogni centro tratta di argomenti di sua scelta, anche la piattaforma virtuale utilizzata dalla Fondazione Limpe (Lega Italiana malattia di Parkinson onlus) per l’evento nazionale sono stati messi contemporaneamente on line interventi diversi da regione a regione (www.fondazionelimpe.it/giornata-nazionale-parkinson). Grazie a un accordo con Rai Tv, Radio 1, Giornale Radio e TGR, sono stati comunque tutti illustrati venerdì dal Presidente Limpe Lorenzo Lopiano e dal Presidente Limpe-Dismov Mario Zappia nel programma Sanità Modelli Regionali a confronto che ha visto la partecipazione anche del Viceministro alla Sanità Sileri e del giornalista Vincenzo Mollica che, come rivelò in un’intervista dell’anno scorso a questo giornale, soffre da tempo di questa malattia .

Isolamento

Fra le tante tematiche affrontate è difficile sceglierne una che possa fare da filo conduttore alla giornata, ma c’è n’è una che corre come un filo rosso fra Piemonte e Puglia per affrontare un problema emerso con impatto dirompente con la pandemia: la difesa dei pazienti fragili a cui quelli affetti da malattia di Parkinson appartengono. E a questo si legano tutta una serie di problematiche che vanno dall’isolamento che questi malati vivevano già prima, alla depressione che il Covid ha semplicemente accentuato, fino alla selettiva esclusione anche dalla comunicazione virtuale e dal tanto sbandierato smart working che colpisce non solo i classici pazienti maturi, ma anche il crescente numero di quelli con forme giovanili che non possono utilizzare PC o smart per i problemi di articolazione motoria delle dita.

Telemedicina

Un altro aspetto che acquista crescente importanza in questi pazienti più che mai è quello della telehealth, la telemedina in remoto e il teleconsulto, servizi ai quali hanno difficoltà d’accesso sia per problemi semplicemente fisici sia perché in Italia appaiono per lo più carenti, mentre i pazienti critici, complessi e cronici vanno protetti dal contagio anche evitando spostamenti dal proprio domicilio per le cure. A tutti questi problemi che ruotano attorno alla semplice malattia gli specialisti del parkinson si stanno impegnando a dare una risposta: se la giornata di Torino, divisa fra Città della Salute e della Scienza, Ospedale Martini e Ospedale Maria Vittoria, è stata intitolata «Non solo covid», quella della Regione Puglia è stata intitolata «Gestione della malattia di Parkinson in era Covid».

Fonte corriere.it foto web

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