Uncemfest Caprarola, svolta per i territori montani del Lazio

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Si è svolta a Caprarola, splendido centro in provincia di Viterbo, la terza edizione di UNCEMfest, una due giorni organizzata da Uncem Nazionale, Uncem Lazio, Regione Lazio e Comunità Montana “dei Cimini” durante la quale si sono confrontati tecnici e politici su temi fondamentali e attualissimi inerenti il rilancio dei territori montani del Lazio e, in particolare, sul PNRR.

Si può tracciare un bilancio certamente positivo al termine dei lavori di questa edizione di UNCEMfest, definita come “di svolta” da diversi partecipanti.

“Sintetizzare nel termine “svolta” l’incontro di Caprarola – sostiene il presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci –  mi pare appropriato grazie al lavoro che abbiamo svolto come Uncem, insieme ad Anci Lazio, sia di ascolto del territorio con decine di riunioni con i Commissari delle Comunità Montane ed i tanti Sindaci che le compongono, unitamente alle tre edizioni di UNCEMfest. Lavoro che sta dando i suoi frutti.

Mi sembra ormai assunto che si stia correggendo la linea di trasformazione relativa agli enti intermedi. C’è un deciso ripensamento rispetto al pensiero che voleva l’eliminazione delle Province e, per quel che riguarda le Comunità Montane, mi sembra in via di archiviazione il modello unico che le voleva Unioni di Comuni Montani per tornare invece a valorizzare le aggregazioni esistenti”.

“Sia chiaro – sostiene ancora il presidente Bellucci – che non si tratta di un ritorno al passato ma, e lo dico a voce alta, di un ritorno al futuro, perché ci si sta rendendo conto che l’andamento del PNRR non è soddisfacente proprio in riferimento all’impiego dei 48,5 miliardi di euro gestibili dai Comuni che sono in enorme difficoltà. Non bisogna infatti dimenticare – continua Bellucci – come troppo spesso si fa ai piani alti delle nostre istituzioni, che su 7904 Comuni, 5495 cioè il 69,5 %, sono sino a 5000 abitanti e ben 1968 sino a 1000, quindi con scarsa capacità di gestione tecnica e progettuale, colpiti poi in modo dissennato da tagli lineari e blocco delle assunzioni. Per questo il ruolo specifico delle Comunità Montane: di coordinamento, coprogrammazione e coprogettazione  è, in questa fase, di importanza fondamentale e strategica”.

“Affermando quanto sopra – aggiunge il presidente Bellucci – purtroppo non posso ancora affermare che tutto ora fili liscio verso la riabilitazione di questi enti intermedi di grande utilità. Temo ancora infatti dei colpi di coda da parte di posizioni arretrate o irriducibili, specialmente presenti in qualche Regione; ma la svolta c’è stata eccome, a partire dalla “Legge sulla Montagna” approvata dal Governo Draghi, che conferisce ruolo e risorse alle Comunità Montane, e che ispirerà la riforma del TUEL in proposito.

Del resto qui a Caprarola dagli interventi ascoltati sia il venerdi dal tecnici ed esperti ed il sabato dai politici, sia dei Comuni che della Regione Lazio, la necessità di sostenere attraverso le Comunità Montane i Comuni medio-piccoli delle aree interne e montane, i più fragili e deboli, coordinandoli in aggregazioni virtuose finalizzate al PNRR  alle Green Comunities ed anche ai fondi strutturali europei, ed in seguito nella tutela e valorizzazione dei territori, è stata unanimemente riconosciuta”.

“Noi di Uncem Lazio – conclude Bellucci – produrremo un Manifesto, che chiameremo “di Caprarola” con il quale chiederemo:

1) a livello regionale di non intervenire ne’ sull’assetto istituzionale ne’ su quello delle perimetrazioni d’ambito delle attuali Comunità Montane, ma di puntare su un riordino concertato, finalizzato a cogliere le opportunità che rischiamo di perdere per la nostra scarsa capacità di spesa. Viceversa innestare provvedimenti destabilizzanti non farebbe che acuire le difficoltà attuali.

Nel 2021 dovevamo spendere 15,4 miliardi di euro ed a febbraio 2022 ne avevamo spesi 5,1: se questo allarme non viene recepito da chi ci governa, in particolare dalle Regioni che hanno i riparti dello Stato, saremo di fronte ad un disastro annunciato.

2) allo Stato chiediamo di anticipare, come priorità assoluta,  la riforma della Pubblica Amministrazione a cominciare dal Codice degli Appalti sino ad arrivare ad una revisione radicale delle leggi Bassanini che hanno ispirato l’attuale assetto e che hanno determinato una elefantiasi burocratica e funzionale ancorata alla cultura dell’adempimento piuttosto che a quella del risultato; infine anche di non confezionare vestiti-norme a taglia unica senza tener conto delle diversità e delle caratteristiche dei nostri Comuni. Senza riforma, non si va da nessuna parte!”.

“Tutti concetti questi che ribadiremo nelle UNCEMfest che si terranno nei prossimi mesi in provincia di Roma e di Latina ma anche nel corso di una grande UNCEMfest nazionale che stiamo organizzando con il presidente Bussone e che si terrà a Torino o a Roma prima della fine dell’anno, per celebrare il 70ennale della nostra organizzazione. Sarà la festa dell’orgoglio e del rilancio di UNCEM e delle Comunità Montane Italiane”.

COMUNICATO STAMPA

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