Sora (FR) – L’informazione, l’ospedale e la politica con la ‘p’ minuscola

ospedale di Sora

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune considerazioni che un nostro lettore ci ha inviato sulla questione, che il nostro sito ha sollevato nei giorni scorsi, circa la possibile sospensione degli interventi chirurgici al presidio ospedaliero Santissima Trinità di Sora. Una lettera firmata che riportiamo integralmente.

Caro direttore,

nonostante il caldo di questi giorni sto seguendo la vicenda che il vostro sito ha riportato sabato scorso. La prima cosa che ho notato è stata il punto interrogativo che chiudeva il titolo. La notizia aveva quindi i connotati dell’incertezza. So che essa è stata diffusa da ambienti ospedalieri, da personale evidentemente ben informato che opportunamente si è limitato a lanciare l’allarme (del resto a Cassino, che se non ricordo male fa parte della stessa Asl, sta capitando la stessa cosa). Allarme che è stato ripreso e rilanciato da Liri Tv correttamente in forma dubitativa (il personale della Asl non è autorizzato a parlare con i giornalisiti) ed a quanto pare non ci sono documenti formali che confermino la notizia. Solo indiscrezioni. Quelle, per intenderci, che impongono a chi scrive la scelta: mi fido o non mi fido? Ogni giorno in Italia e suppongo nel mondo escono migliaia di notizie che si basano proprio sulle indiscrezioni e spesso, molto spesso, portano a fatti concreti, verità inconfutabili. E allora, è opinione personale, bene ha fatto Liri Tv a pubblicarla.

La seconda cosa che ho notato è che immediatamente si è scatenato un vespaio di polemiche alle quali hanno contribuito non solo semplici cittadini ma anche chi ricopre ruoli pubblici e incarichi istituzionali. E proprio questi ultimi sorprendono per la loro inadeguatezza. Su una serie di post comparsi sui social ho notato che non hanno fatto nomi, cognomi, testate, siti, giornali. Zero assoluto. Hanno ‘parlato’ come si fa davanti ad un bar. Loro però non possono permetterselo. Loro sono i difensori della comunità, coloro che la tutelano. Almeno a parole!

Dovrebbero assumersi, per gli aspetti insiti del ruolo che ricoprono, tutte le responsabilità del caso. Altrimenti le loro fiacche e inutili parole sono come quelle pronunciate davanti al bar da ignari clienti, magari al terzo o quarto bicchiere.

E non è tutto. Hanno addirittura parlato di chiusura dell’ospedale. Ma chi l’ha detto? Se si riferivano al sito che ha avuto il merito di accendere la luce sull’incerta vicenda, hanno preso una colossale cantonata. Se poi lo hanno fatto in mala fede, è facilmente comprensibile, questa sì, l’indegna speculazione politica nel tentativo di calamitare consenso, peraltro a pochi mesi dalle comunali.

I vostri nomi li conoscete.

Sorvolando poi sulle uscite di soggetti che hanno la credibilità politica ed amministrativa prossima allo zero o di altri in perenne ricerca di visibilità, non si può fare a meno di notare che più di qualche paziente cui è stato rinviato l’intervento chirurgico non urgente nei fatti ha confermato la notizia.

Ecco, la politica con la ‘p’ microminuscola, ha perso un’altra occasione per tacere. Al contrario avrebbe dovuto contribuire alla ricerca della verità, e non sarebbe stato difficile, piuttosto che scagliarsi contro ignoti. Che coraggio!

E’ proprio vero: 20/30 anni fa non avreste fatto nemmeno i portaborse! Siete quelli che i problemi li denunciano, forse li pure create. Di certo non li risolvete. Nove volte su dieci.

Infine, sommessamente, segnalo a costoro che l’Azienda sanitaria ancora non paga le cosiddette prestazioni aggiuntive, ovvero lo straordinario richiesto e fatto eseguire durante l’emergenza ‘Coronavirus’. Vi va di fare una telefonata in via Fabi. Magari la notizia è vera! Gli eroi non vi interessano più?

Lettera firmata

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