Sisma, Coldiretti Lazio vicino ai comuni colpiti dal terremoto: vincere la burocrazia per la ricostruzione

coldiretti Lazio

Coldiretti Lazio da sempre accanto agli agricoltori che non hanno lasciato la loro terra martoriata dal terremoto e combattono tra numerose insidie per la ricostruzione delle oltre venticinquemila aziende e stalle. Una vicinanza ribadita ancor di più oggi, nel giorno del triste anniversario delle drammatiche scosse del 30 ottobre 2016, che hanno devastato il centro Italia.

 “Occorre sostenere gli agricoltori e allevatori – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il loro territorio e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità. Prodotti Made in Italy che continuano a trovare sulle nostre tavole, come il prosciutto amatriciano IGP. Dobbiamo vincere la sfida con la burocrazia per la ricostruzione post terremoto anche nelle campagne, dove le scosse si sono abbattute su circa 25mila le aziende agricole e  stalle censite nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi, dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo”. 

 Una lotta per la ripresa dell’economia locale che vede in prima linea anche i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell’area dei quali 40 nel Lazio.

 “E’ fondamentale ricostruire le comunità locali e frenare lo spopolamento – aggiunge il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – ma per ottenere questo, bisogna garantire le condizioni necessarie affinché le persone tornino o restino a vivere e lavorare nelle aree terremotate. E se da un lato si sono registrate difficoltà nella ricostruzione, dall’altro non è mancata la solidarietà, che dalle prime ore del sisma ad oggi, ha visto una serie di iniziative promosse dalla Coldiretti, che hanno coinvolto sin dalle prime ore dopo il sisma, sia gli agricoltori delle altre regioni, che i cittadini, oltre ai consorzi e alle associazioni”. 
Tra queste figurano: “adotta una mucca”, per dare ospitalità ad almeno 2000 pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle; “dona un ballone” di fieno, per garantire l’alimentazione del bestiame, ma anche la riscoperta dell’antica tradizione agropastorale della “paradura”, con la quale i pastori sardi della Coldiretti hanno donato mille pecore ai loro colleghi umbri colpiti dalle scosse, per risollevarne le sorti.

Nei mercati degli agricoltori in tutta Italia sono stati ospitati gli agricoltori terremotati e i loro prodotti rimasti senza sbocchi di mercato con la “caciotta della solidarietà”, ottenuta dal latte raccolto dalle stalle terremotate di Amatrice e Leonessa e Accumoli. Ed è stata anche effettuata  la distribuzione gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli, senza alcun contributo pubblico e sempre la Coldiretti assieme all’Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari ha consegnato mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi.

COMUNICATO STAMPA

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