Scuola D’Arte, Ciacciarelli (Lega): “La Regione Lazio chiarisca distinzione tra scuole pubbliche e aziende culturali di formazione privata”

CIACCIARELLI cassino
“Ho scritto all’assessore regionale alla Formazione Di Berardino per evidenziargli  la situazione delle imprese che svolgono corsi professionali, con particolare riferimento alle Scuole d’Arte, ovvero a quegli istituti dove si svolgono corsi di alta
  formazione professionale di Cinema, Musica, Teatro, Danza, Disegno, Fumetto, Animazione, Videogames, Fotografia etc.
A Roma si sono costituite in un comitato denominato CO.R.S.A. (Comitato Romano Scuole d’arte) e che vede l’adesione di oltre 80 scuole, Comitato che, già ora, sta raccogliendo adesioni in tutto il territorio nazionale.
A causa dell’emergenza Covid-19, per queste imprese, si è venuta a creare una situazione paradossale e irragionevole, di estrema gravità che, se non verrà sanata al più presto, porterà alla chiusura e quindi al fallimento, di migliaia di aziende, nel Lazio e su tutto il territorio nazionale, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.
Nel DPCM 16 maggio 2020, infatti, questi istituti, sono stati inseriti alla lettera q), ovvero equiparati alle scuole pubbliche e alle Università e quindi non è consentita loro la didattica in presenza.
Questo non tenendo conto del fatto che, queste scuole, non sono generiche scuole pubbliche, dove entrano ogni mattina migliaia di studenti, ma piccole realtà, dove gli ingressi quotidiani sono estremamente limitati e per di più distribuiti in diverse fasce orarie comprese dal mattino alla sera e in spazi idonei. Quindi, il loro rischio aggregazione, non può essere calcolato con lo stesso coefficiente applicato alla scuola pubblica e all’Università ma che, anzi, è estremamente più basso.
In quanto imprese private, agilmente e rapidamente, sono in grado di attuare tutte le misure di sicurezza che vorranno essere predisposte, dal distanziamento sociale alle barriere protettive. Il loro impatto sulla mobilità cittadina è praticamente nullo. Come ogni altra impresa, hanno bisogno di poter programmare la ripresa della propria attività e che quindi hanno bisogno di una data certa di riapertura, come accaduto, ad esempio, per le palestre, le quali hanno lo stesso fattore di rischio, se non maggiore. In ultimo, è di tutta evidenza, che l’arte non può essere insegnata solo a distanza e che la didattica da remoto può essere uno strumento utile, ma non l’unico.
Non sono poi da sottovalutare, da un punto di vista sociale, culturale ed educativo, i corsi propedeutici per bambini e adolescenti, che non solo li avvicinano all’arte, ma li tengono spesso lontani dalle strade e dalle piazze di spaccio.
 Tutto ciò premesso, la Regione Lazio dovrebbe farsi promotore, di una proposta di un’ordinanza che chiarisca ed espliciti la distinzione tra Codice Ateco 85 (Scuole Pubbliche) e Codice Ateco 85.5 (Aziende Culturali di Formazione privata).
Una iniziativa del genere è stata già approvata dalla Regione Friuli Venezia Giulia (Ordinanza Contingibile e urgente n.14/PC) e puo’ essere, ovviamente, personalizzata anche nel Lazio.”
  Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli (Lega).
COMUNICATO STAMPA

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