Roma, corse soppresse e mancata informazione: multa dell’Antitrust da 3,6 milioni di euro all’Atac

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Una multa da 3,6 milioni di euro è stata comminata dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato all’Atac per la cancellazioni delle corse e mancata informazione ai passeggeri nelle ferrovie suburbane. L’Antitrust, si legge in una nota, ha concluso l’istruttoria avviata d’ufficio nei confronti di Atac lo scorso mese di novembre, accertando una pratica commerciale scorretta nell’offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’area metropolitana di Roma consistente nella falsa prospettazione, attraverso l’orario ufficiale diffuso presso le stazioni e nel sito internet www.atac.roma.it, di un’offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua, a fronte della sistematica e persistente soppressione di molte  corse programmate, nonche’ nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste.Questo servizio – offerto da Atac in regime di esclusiva lungo le direttrici Roma – Lido di Ostia, Roma – Civita Castellana – Viterbo (le due piu’ importanti tratte pendolari italiane) e Roma Giardinetti – Pantano – interessa complessivamente un’area di circa 140 km, trasportando quotidianamente oltre 200.000 utenti.Intanto proprio oggi i Radicali consegnano le 33mila firme per il referendum “Mobilitiamo Roma” per la messa a gara del trasporto pubblico della capitale.I Radicali partiranno alle ore 11.30 dalla sede di via Bargoni 40 e giungeranno in Campidoglio a bordo dei due minibus della campagna “Se non firmi t’ATtACchi” carichi di scatoloni con le firme. Il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e di Radicali Roma Alessandro Capriccioli, insieme ai militanti e ai volontari della campagna, si incammineranno a piedi – spiega una nota – verso Palazzo Senatorio con in mano gli scatoloni: scenderanno la scalinata dal lato del Portico del Vignola, attraverseranno piazza del Campidoglio e si fermeranno all’ingresso Sisto IV per un breve punto stampa, prima di entrare a depositare le firme presso gli uffici del segretariato generale.

 

Foto e fonte La Repubblica

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