Reddito di cittadinanza: Ciociaria prima per numero di domande

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Reddito di cittadinanza: tra le cinque province del Lazio quella di Frosinone è la prima per il maggior numero di domande. A rivelarlo i dati pubblicati, relativi al numero di richieste presentate in Italia.Nel Lazio, ogni 1.000 abitanti sono 16,32 le domande presentate in provincia di Frosinone; seguita subito dopo dalla provincia di Rieti (15,02) e da quella di Latina con 14,56. Penultima la provincia di Viterbo, dove ogni mille abitanti vengono presentate in media 13,45 domande e, infine, Roma che presenta il valore più basso con 11,67 domande. La Cgil, invece, si appresta a depositare più di mille domande per il reddito di cittadinanza. «Finora abbiamo esaminato circa 1.500 Isee e, dopo le nostre verifiche, è emerso che l’80 per cento rientra nei parametri individuati dalla normativa – ha spiegato il segretario generale Cgil Frosinone-Latina, Anselmo Briganti -. I nostri operatori sono stati formati, da domani (oggi, Ndr) inizieremo la trasmissione delle richieste». Intenso lavoro anche nei Caf della Uil. Un centinaio le istanze pervenute, ma non tutte sono andate a buon fine: «È risultato che non più di un terzo, in base alle singole posizioni, ha diritto al reddito di cittadinanza – ha commentato la segretaria provinciale Anita Tarquini -. C’è stato chi ha voluto ugualmente presentare la documentazione per attendere l’esito della prima verifica». Coloro che intendono usufruire del sostegno economico di Stato, oltre a poter utilizzare la piattaforma online dell’Inps, possono rivolgersi anche agli uffici postali.
Da una stima Cgil i beneficiari in Ciociaria, cioè chi è senza reddito da almeno un anno, sarebbero circa diecimila. Tra questi non vi rientrano i disoccupati, circa 1.600, che percepiscono l’assegno della mobilità in deroga.Una cosa è certa, “al di là dell’opportunità che, comunque, offre il reddito di cittadinanza per molti,  il numero delle domande presentate in provincia di Frosinone, credo testimoniano, concretamente e senza dubbio, il momento di grande difficoltà economica che stanno attraversando tante, troppe famiglie”.“Si tratta ormai di una crisi strutturale e prolungata, determinata in larga parte dalla mancanza di lavoro, in seguito alla chiusura di tantissimi insediamenti produttivi, che non hanno avuto alcun genere di ricambio occupazionale in altri settori. Si tratta di un vero e proprio dramma sociale, testimoniato dai numeri, del quale bisogna prendere una volta per tutte consapevolezza”.
di Antonio Gentile

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