«Putin ha perso il contatto con la realtà». L’ipotesi degli 007 Usa: effetti collaterali da Long Covid?

Russian President Vladimir Putin

Vladimir Putin avrebbe perso il contatto con la realtà, e la colpa potrebbe essere degli effetti collaterali da Long Covid. È l’incredibile ipotesi su cui stanno ragionando le principali agenzie di intelligence degli Stati Uniti.

Vladimir Putin, tutte le mosse insensate

Le motivazioni che porterebbero a questa ipotesi, al momento un po’ azzardata e senza conferme, sono sotto gli occhi di tutto il mondo. Vladimir Putin, infatti, da giorni (se non da settimane) ha scelto la linea dura anche oltre ogni ragionevolezza. Prima le minacce continue all’Occidente (definito poche ore fa «una fabbrica di menzogne» e «impero delle bugie»), poi la messa in stato di allerta della forza di dissuasione russa che include anche le armi nucleari, ma anche le dichiarazioni sull’Ucraina «paese da denazificare» e addirittura il rimprovero ufficiale a Sergey Naryshkin, direttore dell’intelligence estera di Mosca, che aveva sostenuto la strada del dialogo. Per la Nato, così come per gli Stati Uniti e per l’Europa, Vladimir Putin avrebbe perso la lucidità che lo ha sempre contraddistinto.

Vladimir Putin, l’ipotesi della nebbia mentale da Long Covid

Come scrive Michela Allegri per Il Messaggero, c’è chi imputa le ultime, folli scelte di Putin alla pandemia. Il presidente russo è stato a lungo in isolamento dopo la positività di alcuni stretti collaboratori, per timore di essere contagiato, e questo potrebbe aver influenzato il suo senso della realtà. C’è però chi va oltre, come la giornalista scientifica Laurie Garrett (vincitrice del Pulitzer): «Vladimir Putin è chiaramente affetto da un delirio d’onnipotenza, è incapace di ragionare e di soppesare i rischi di ogni azione, potrebbero essere gli effetti del Long Covid». L’impatto del Covid potrebbe aver debilitato la salute fisica e mentale di Putin e le ultime decisioni, troppo avventate rispetto a quelle prese sin da quando era sceso in politica, potrebbero essere influenzate dalla ‘nebbia mentale’ che ne avrebbe compromesso le funzioni cognitive. Laurie Garrett, che fa parte del Council on Foreign Relations, è considerata una voce autorevolissima e per questo l’ipotesi non viene scartata dagli 007 Usa. Dalla Russia, molti hanno riferito che negli ultimi mesi Vladimir Putin è apparso «spento e sfasato» nei comportamenti e nelle dichiarazioni.

Vladimir Putin, l’altra ipotesi: la teoria del pazzo

C’è però poi un’altra ipotesi, di segno completamente opposto: l’intelligence degli Stati Uniti teme che il comportamento a tratti incomprensibile di Vladimir Putin possa essere un bluff per confondere e sconcertare l’Occidente. Si tratterebbe della cosiddetta ‘teoria del pazzo’, dinamica di politica estera che consiste nello spaventare i nemici sostenendo di essere pronti ad attaccarli con condotte scellerate. «Non sarebbe la prima volta che, nelle relazioni internazionali, qualcuno cerchi di apparire intenzionalmente irrazionale, in modo da costringere l’avversario alla cautela. Se questo è ciò che sta facendo Putin, allora è spaventosamente bravo a farlo», spiega Michael A. Horowitz, analista della sicurezza presso il Beck Institute. Una cosa è certa: che siano intenzionali o no, le mosse di Vladimir Putin hanno già spiazzato l’Occidente. La maggior parte degli analisti occidentali riteneva infatti che il presidente russo stesse bluffando con la minaccia dell’invasione dell’Ucraina. Una tesi drammaticamente sbagliata.

Fonte Leggo – FOTO ARCHIVIO

 

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