Poveri e al freddo

povertà

Di Augusto D’Ambrogio
Il rincaro di gas e petrolio colpisce soprattutto le famiglie con redditi bassi. Le misure del governo non bastano e le disuguaglianze crescono. Fermare il fiume di gas che proviene dalla Russia con cui il vecchio continente riscalda le proprie case e dà energia alle sue aziende, ha un costo. Salatissimo. Soprattutto per le famiglie a basso reddito e Precarie. Lo scorso anno l’osservatorio sulla povertà energetica sosteneva che
circa il 9% delle famiglie italiane doveva scegliere se mangiare o pagare l’affitto o riscaldarsi: oggi quella percentuale potrebbe raddoppiare. Perche se nel 2021 il prezzo del gas si aggira intorno ai 21 $ al megawattora, la settimana appena trascorsa il prezzo del metano alla borsa di Amsterdam e’salito a 154 € e gli analisti prevedono che a breve sfonderà i 200 €. I rialzi erano iniziati ben prima che la Russia invadesse l’Ucraina . Dipendevano dalla rapida ripresa post pandemia due punti la domanda di beni e materie prime è aumentata cosi tanto da far lievitare i prezzi. Parallelamente il colosso di Stato russo Gazprom controllato dal Cremlino e primo produttore di gas al mondo, ha fatto arrivare nell’unione europea poco gas rispetto alla media del periodo. Ma è lo scoppio del conflitto e relative sanzioni ad aver fatto schizzare il prezzo del metano. La commissione europea sta accelerando gli investimenti verso fonti rinnovabili e idrogeno per ridurre le forniture di gas naturale che per oltre il 40% provengono dalla Russia, così da diminuire la dipendenza da Putin, ma anche per rendere più sostenibile la spesa energetica.

Foto archivio

 

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