La lettera aperta della Uil Frosinone. La violenza delle parole che genera il dibattito irresponsabile.

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Da mesi stiamo assistendo, sbigottiti, a uno scambio di considerazioni, opinioni e giudizi circa sul comportamento ora di un patronato, ora di un Caf di Frosinone. La pubblicazione di fotografie diffuse tramite social, insieme a indirizzo delle sedi e fantomatiche comunicazioni intercorse con le autorità locali (mai ricevute dai paventati destinatari), lasciano facilmente identificabile i sopradetti servizi in quelli promossi dalla nostra organizzazione.

Per tale motivo, e senza alcuna ipocrisia, intendiamo portare in evidenza l’incoerenza, l’irresponsabilità di chi mettendo in circolo informazioni puramente ingiuriose sta alimentando uno sterile e diffamatorio dibattito sui comportamenti organizzativi e sulle sensibilità sociali degli attori nostre attività.

Politica dell’accoglienza e assistenza ai cittadini stranieri – ordine pubblico e sicurezza del territorio -Erogazione di servizi essenziali in tempo di emergenza sanitaria: sono questi i temi apparentemente buttati nell’agone politico dei cittadini elettori da un rappresentante delle istituzioni locali del nostro territorio.

Non vogliamo dare spazio ulteriore a questo dibattito ma per chiarezza siamo obbligati a rimarcare soltanto alcune considerazioni pubblicate esemplificative del tenore e della qualità di quanto si legge da settimane.

Chi per sua sfortuna si trova a incappare in questa scia di dibattito potrò riscontrare considerazioni facilmente discriminatorie in ambito razziale, commenti che attribuiscono in via pregiudiziale comportamenti poco civili ai cittadini stranieri. Si denuncia la mancanza di servizi igienici nel territorio, assenza di controllo dell’applicazione di misure di prevenzione e delle limitazioni alla mobilità e all’ordine pubblico nel suo complesso, attribuendo la responsabilità politica di queste mancanze denunciate a soggetti, associazioni e enti che nulla hanno a veder con tale funzione pubblica.

Ci stupisce che ad alimentare il dibattito su temi di tale rilevanza politica e sociale sia un attore politico e istituzionale che ben conosce – o che ben dovrebbe conoscere la complessità della macchina amministrativa pubblica – e soprattutto dovrebbe conoscere, per formazione politica e professionale, la storica ed ancora presente preziosa funzione sociale che svolgono le organizzazioni sindacali nel mondo del lavoro e tra i cittadini.

Riteniamo utile rimarcare alcune azioni, appelli, funzioni che come sindacato svolgiamo tra lavoratrici e lavoratori.

Fermatevi. Fermiamoci e restiamo umani: è questo il grido di allarme che apre l’appello di Cgil, Cisl e Uil per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica rispettivamente a scelte politiche e atteggiamenti che vadano oltre la diffidenza e la paura, a sostegno della accoglienza e del rispetto dei diritti dell’uomo. Un appello che le tre Organizzazioni sindacali hanno diffuso al mondo dell’arte, della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e dello sport, affinché l’esortazione all’umanità e alla tutela dei diritti basilari dell’uomo possano avere quanta più risonanza possibile e giungere al cuore delle persone.

Emergenza Coronavirus, Cgil Cisl Uil sono con voi siamo al vostro fianco, nelle nostre sedi, nei luoghi di lavoro e sul territorio a disposizione di lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati, così come delle cittadine e dei cittadini tutti. Ci siamo, per una consulenza, per un consiglio, per offrire i nostri servizi e la nostra tutela. Ci siamo anche solo per scambiare le nostre opinioni, confrontarci e dare sostegno. Ci siamo. Denunciano come la lunga crisi che stiamo ancora fronteggiando ha esteso drammaticamente la platea dei soggetti deboli depotenziando le capacità di iniziativa di chi si sente più vulnerabile rispetto al passato.

I Segretari Generali Anselmo Briganti, Enrico Capuano e Anita Tarquini, hanno condiviso l’iniziativa con Camera di Commercio, Caritas che ha permesso di donare oltre 250 mila euro che equivalgono a più di 24mila pacchi con generi alimentari prodotti dalle aziende locali e destinati alle famiglie indigenti. “I tanti cittadini che si stanno recando nelle sedi sindacali confederali della provincia – avevano detto Briganti, Capuano e Tarquini – per ritirare i pacchi solidali confermano l’estremo stato di prostrazione sociale che vivono, purtroppo, tante famiglie ciociare, in un territorio già colpito della crisi economica e industriale che da anni affligge la provincia e, oggi, ancor più provate dalle conseguenze dell’emergenza Covid”.

Ritengo utile questa breve digressione per ricordare cosa significa fare sindacato. Ma torniamo all’oggetto di questa lettera aperta. Attenzione e responsabilità è invece il mio personale monito. Il mio invito è rivolto a chi continua ad alimentare un dibattito fuorviante a spegnere immediatamente questo inutile vacuo fuoco di parole al veleno e di ingiuriose considerazioni che rischiano di alimentare atteggiamenti forieri di violenza e sopraffazione. E’ solo di qualche giorno fa la nostra denuncia alle forze dell’ordine in quanto vittime di scasso e furto all’interno della nostra sede.

Con buona fede di verità.

Comunicato stampa a firma di Anita Tarquini, Segretaria Uil Frosinone

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