Cori (LT) – Disappunto dei comitati, richiesta di lutto cittadino

CORI FOTO ALDINA VITELLI

Abbiamo  atteso un paio di giorni, per riflettere, prima di esprimere tutto il nostro disappunto per i contenuti della Conferenza dei Sindaci sulla Sanità del 9 novembre scorso.

Oggi, ci ritroviamo a chiedere il lutto cittadino per le persone repentinamente scomparse in poco più di 24 ore nella RSA che è a Cori, focolaio  COVID, (e da dichiarazioni del Direttore Generale, Casati, divenuta RSA COVID), perchè tutti gli ospiti hanno contratto il Covid (presumibilmente 60).

Sono 85 i casi collegati complessivamente al cluster, ci sono anche residenti fuori provincia (il dato di 85 casi è dichiarato dai Comunicati del profilo FB, Salute Lazio, da parte dell’Assessore Regionale alla Sanità).

Dunque, tutto è sotto controllo, così il Direttore Generale, ai Sindaci; e dare informazioni, dice,  che è tempo perso, tempo sottratto al suo duro lavoro, che è senza ufficio Comunicazioni; tra parentesi i Comitati avevano chiesto una diretta streaming o facebook, invece all’ultimo minuto ci arriva l’accesso a un web meeting, riservato, e naturalmente, senza diritto di parola.

I Sindaci sembrano piuttosto silenti, esce il senso pratico nella gestione dell’emergenza da parte della Assessora Barbaliscia di Aprilia e della Sindaca Villa, mentre tutti sembrano subire la soverchiante arroganza del Direttore Generale, Casati.

Nessuno ha la forza di ricordare che il bisogno di più posti letto è una costante per la provincia di Latina che è ormai, da sempre, sotto tutti gli standard nazionali (quelli pre-Covid) di servizi sanitari e posti letto, figuriamoci ora!

Così si raccattano in lungo e in largo posti letto dal sistema privato convenzionato GIOMI-ICOT, per pazienti COVID e per pazienti non COVID.

Non capiamo cosa sia accaduto durante l’estate, dove si poteva  programmare un serio Piano pandemico per la ASL di Latina, mettendo in gioco tutte le risorse pubbliche e aumentando il personale.

Si potevano organizzare sistemazioni in sicurezza per i pazienti Covid, ma soprattutto mettere in sicuro e reperire altrove, nel pubblico, posti letto per gli altri malati, perché si continua a morire di infarto, di tumore, di incidenti sul lavoro, e non esiste solo il Covid!

Se Casati non avesse perso tempo nei mesi estivi pensando ai premi, si sarebbe dovuto riaprire e riorganizzare i c.d. Ospedali dismessi, quelli montani citati in Conferenza dei Sindaci, da Guidi, Sindaco di Bassiano, ma il Direttore Generale ha fatto finta di non sentire, e nessuno degli altri Sindaci è stato capace di fare eco a Guidi nella proposta.

Il Sindaco di Cori, Mauro De Lillis, ci è sembrato a dir poco, stanco e depresso, incapace di elaborare proposte per il sostegno e la cura delle nostre comunità, con un Punto di Assistenza Territoriale e un Ospedale di Comunità ormai desertificati, chiuso il PAT di notte, e con pochissimi pazienti nel repartino rispetto ai posti letto; con la nuova strumentazione per la radiologia tanto declamata dal comparitto, Salvatore La Penna, e quella per la telemedicina (da due anni ), destinate a fare la muffa.

Sfugge ancor di più, la visione politica sulla sanità del PD Pontino, che ad essere ingenui dovremmo pensarla criminale.

Ma che disegno è questo? Quale manie di onnipotenza si lasciano gestire al Direttore Generale, Giorgio Casati, e ai suoi scudieri?

E’ così contento, Casati, della gestione remota (in telemetria) dei Casi Covid GIOMI nella RSA di Cori: quei casi, per inciso, sono persone che da marzo non hanno un abbraccio dei loro cari: per cautela, per preservarli da una morte orribile, e invece sono arrivati altri abbracci …

La gestione da remoto dei Casi Covid nella RSA di Cori avviene con un programmino, in cui sono inseriti algoritmi di segnalazione alert, a seconda dei valori dei vari parametri vitali: pulsiossimetria, pressione, etc., che vengono presi manualmente e manualmente inseriti nella piattaforma; gli Alert prevedono che l’operatore sanitario se ne accorga su piattaforma e informi telefonicamente una sede operativa a Latina, per il da farsi.

Ora il risultato tangibile, di questa gestione che non è telemedicina, ma medicina al telefono, dopo dieci giorni dal cluster covid, è stato il viavai di pompe funebri e ambulanze: gli anziani probabilmente, prima o poi, sarebbero deceduti, ma contare sei bare in poche ore fa veramente male a tutti, e non importa che non siano coresi, non importa che non siano morti per Covid, ma con Covid.

E’ la mancanza di pietà umana di chi gestisce la ASL di Latina che ferisce tutti.

La sanità nella nostra ASL continua ad essere devastata, c’è cinismo nel privato che acquisisce commesse da chi gestisce il pubblico; cinismo in chi governa il sistema pubblico.

Arriveranno tanti soldi per la sanità, sì, arriveranno, ma non possiamo permettere che si continui a gestirli così.

Non possiamo! Non possiamo attendere altri martiri inconsapevoli.

Vogliamo Servizi Sanitari Pubblici nel territorio e che i Servizi Sanitari Pubblici funzionino, senza sprechi, per chi ne ha bisogno, vicino ai malati, e senza lucratori di affari.

COMUNICATO STAMPA

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *