Codici: U-Mask chiede al Tribunale di far tacere l’associazione nell’azione collettiva

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L’azienda deve risarcire chi ha acquistato le mascherine, il provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato parla chiaro

Non sarà un tentativo di mettere il bavaglio ai consumatori a fermare l’azione promossa sulle mascherine U-Mask. È il massaggio, chiaro e forte, che l’associazione Codici invia all’azienda, protagonista di un’azione legale presso il Tribunale di Milano.

“È stato chiesto al giudice – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – di rimuovere o cancellare dal sito dell’associazione gli interventi sulla vicenda. Non ci faremo intimidire. La nostra azione va avanti e continueremo a tutelare i consumatori che hanno acquistato un prodotto su cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio, a cui abbiamo partecipato, che si è concluso con una serie di sanzioni per un totale di 450mila euro, multe che danno ulteriore forza alla nostra iniziativa. I rilievi mossi dall’Autorità sono chiari, c’è poco da richiedere l’intervento del giudice per censurare i nostri interventi. Per oltre un anno, le società U-Earth Biotech Ltd e Pure Air Zone Italy Srl hanno promosso su internet le versioni Model 2, Model 2.1 e Model 2.2, registrate come dispositivi medici, equiparandole indebitamente a mascherine di efficacia protettiva superiore, come i dispositivi di protezione individuale di classe FFP3. Gli sono state attribuite anche qualità ulteriori, ad esempio proprietà virucide e una durata di 200 ore, certificate sulla base di test svolti in autonomia. Non solo. Fino a fine febbraio 2021, le condizioni generali di contratto erano disponibili solo in lingua inglese e veniva vantata un’inesistente approvazione della mascherina da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità. L’Antitrust ha certificato quanto da noi segnalato in questi mesi. Siamo di fronte ad una pratica commerciale scorretta molto grave, perché di mezzo, come ripetiamo da tempo, c’è la salute. Si tratta di prodotti molto richiesti in una fase drammatica dell’emergenza sanitaria, quando i consumatori, preoccupati per la salute propria e dei loro cari, erano alla continua ricerca di mascherine e molti sono stati attirati dai prodotti U-Mask, anche perché indossati da personaggi famosi e quindi molto popolari. Non ci faremo mettere il bavaglio e non ci faremo intimidire, andremo avanti con la nostra azione a tutela dei consumatori”.

Le adesioni all’iniziativa promossa da Codici sono ancora aperte. Chi ha acquistato una mascherina U-Mask ed intende richiedere il rimborso ed il risarcimento danni anche alla luce dei rilievi fatti dall’Autorità può contattare l’associazione al numero 06.55.71.996 o all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.

COMUNICATO STAMPA

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