Boville Ernica – Festa della Liberazione: “Fiducia nel futuro e impegno per mantenere la pace”

Boville 25 Aprile Liberazione (1)

Le parole del sindaco Enzo Perciballi per il 25 Aprile. La cerimonia torna in piazza con la presenza del pubblico e delle forze dell’ordine, accompagnata dalle note del complesso bandistico “Aurora” e della corale “Fratarcangeli”  

Una Festa della Liberazione, quella che si è svolta ieri mattina in piazza Sant’Angelo, all’insegna della fiducia verso un nuovo inizio e nel ritorno alla normalità dopo la fase acuta della pandemia con l’auspicio, da parte del sindaco Enzo Perciballi, che ciascuno ogni giorno si adoperi per mantenere la pace, con un chiaro riferimento alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Non è mancato un richiamo all’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non BOVILLE 25 APRILE 2022arrendersi di fronte alla prepotenza. L’evento, organizzato dall’Amministrazione comunale, ha visto la partecipazione del primo cittadino con numerosi altri amministratori, del baby sindaco Beatrice Bottoni, della Polizia locale agli ordini del comandante Domenico Romano, dei carabinieri della locale stazione agli ordini del luogotenente Mario Vinci, del parroco don Giovanni Ferrarelli, di numerosi rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate residenti a Boville Ernica. Presenti anche tantissimi cittadini. Il corteo ufficiale partito dal Municipio, ha raggiunto piazza Sant’Angelo preceduto dal Gonfalone e accompagnato dalle note del complesso bandistico “Aurora” diretto dal maestro Franco Paluzzi. All’arrivo in piazza il solenne momento dell’omaggio ai caduti è stato scandito dal Silenzio eseguito dalla banda. L’Inno Nazionale è stato a cura della corale “Maestro Maria Fratarcangeli” diretta dal professor Augusto Colasanti e accompagnata dalla resa degli onori da parte del picchetto in posizione di “attenti”. Ha concluso l’evento l’intervento istituzionale del sindaco Perciballi. “Speriamo sia un nuovo inizio dopo la pandemia” ha detto il primo cittadino, rimarcando anche che “L’Inno cantato in modo nuovo ha fatto piacere”. Quindi ha ringraziato “L’Arma dei Carabinieri, i rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle Forze Armate presenti e il baby sindaco” che Perciballi ha definito “una bella novità”. Poi il primo cittadino ha dato lettura del suo messaggio istituzionale in occasione della Festa della Liberazione.

IL MESSAGGIO DEL PRIMO CITTADINO

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati. La Liberazione mise così fine a vent’anni di dittatura e a cinque anni di guerra; questo giorno rappresenta l’inizio di una fase che portò prima al referendum del 2 giugno 1946, per la scelta fra Monarchia e Repubblica, e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione. Ma soprattutto, questo giorno è il simbolo della democrazia e della libertà. Esso appartiene a tutti gli italiani e non dovrebbe mai scatenare divisioni.
Quello di oggi è un giorno importantissimo anche per le giovani generazioni, che abbiamo il dovere morale di coinvolgere nei processi democratici, perché facciano propri tutti quei valori e quei principi sanciti dalla nostra Carta costituzionale al caro prezzo di tantissime vite umane che si sono immolate, anche fra i nostri avi.
Le stesse vite umane che in Ucraina, da ormai due mesi, si stanno sacrificando in nome della libertà e dell’indipendenza. Mai, infatti, avremmo voluto nemmeno immaginare che la guerra potesse tornare nel cuore dell’Europa libera e democratica, dopo un lunghissimo periodo di pace.
Ne consegue che questo è un 25 Aprile diverso, una ricorrenza che ci fa toccare con mano cosa significa perdere la libertà e ci porta senza alcuna esitazione ad esprimere solidarietà all’Ucraina, senza tuttavia essere contro il popolo russo, vittima anch’esso delle scelte disumane e sciagurate di chi prende le decisioni.
La pace non si ottiene restando indifferenti ma garantendo una convivenza basata sul diritto e sul rispetto. È il monito che ci arriva dal Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella: “Dal ‘nostro’ 25 aprile, nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul nostro territorio, viene un appello alla pace. Alla pace, non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. A praticare il coraggio di una de-escalation della violenza, il coraggio di interrompere le ostilità, il coraggio di ritirare le forze di invasione. Il coraggio di ricostruire”.
Il mio augurio per tutti noi è che oggi comprendiamo la necessità di adoperarci ogni giorno per poter continuare a beneficiare dei diritti di libertà, democrazia e pace che non sono affatto scontati. Viva L’Italia, viva la Repubblica, viva la pace.

COMUNICATO STAMPA

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