Arpino (FR) – Comune, si avvicina… il D-Day

comune arpino

Lo sbarco in Normandia non c’entra nulla, la “D” sta per Dissesto. Sabato alle 17 infatti si riunisce il Consiglio comunale per esaminare il Bilancio di previsione e l’assestamento con tutti gli atti allegati. Come anticipato da Liri Tv quasi certamente il documento contabile di programmazione verrà approvato, anche in forza del parere del revisore del conto che pure nella sua relazione ha espresso forti perplessità vincolando nella sostanza la tenuta delle casse comunali alla vendita di Palazzo Sangermano e del suo Parco… dei misteri (area verde aperta solo per alcuni). Palazzo Sangermano “stimato” (non si sa bene da chi) in 1.200.000 euro. Una cifra buttata lì per caso in funzione del pareggio di Bilancio. Cifra molto modesta se solo si pensa che la stessa amministrazione civica voleva vendere il piano terra, cioè gli scantinati ancora allo stato rustico, ad oltre 300.000 euro. Ma questi sono dettagli. Domani in aula è molto probabile che emergano tutte le lacune, ovvero i mancati risparmi e le mancate entrate del piano di rientro economico trentennale, il secondo piano cui l’amministrazione Rea ha messo a punto nel 2016 smentendo se stessa ed il precedente piano decennale. Per ora sono solo indiscrezioni, ma a quanto pare all’appello del “trentennale” mancano diverse centinaia di migliaia di euro. In altre parole Rea e compagni hanno detto e scritto che avrebbero preso diversi provvedimenti per ‘salvare’ il Comune (ce ne sono alcuni che fanno gridare allo scandalo), ma alla prova dei fatti hanno miseramente fallito. Per questo, salvo miracoli (che difficilmente arriveranno da un Governo in caduta), il D-Day si avvicina. Fra qualche settimana infatti verrà la resa dei conti ed a questo punto, per stessa ammissione di esponenti della maggioranza, la più che probabile dichiarazione di dissesto. Insomma, Rea in oltre sei anni non solo non ha accertato le responsabilità formali (leggasi residui attivi…), ma non è stato capace di evitare una situazione che una conduzione basata sui fatti piuttosto che sulle chiacchiere avrebbe evitato. Anche al di là di telecomandate e fantasiose ricostruzioni dei fatti.
Luca Reale

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *